Un ragazzo su tre ha un profilo falso sui social, un minore su 2 vittima di cyberbullismo

A Palermo al via la campagna della Polizia sui temi dei social Network e del cyberbullismo

Arriva a Palermo dal 10 al 13 dicembre presso i Cantieri Culturali della Zisa la più importante campagna educativa itinerante realizzata dalla Polizia di Stato nell’ambito delle iniziative di sensibilizzazione e prevenzione dei rischi e pericoli del web per i minori.

Un progetto al passo con i tempi delle nuove generazioni. Gli operatori della Polizia Postale e delle Comunicazioni hanno incontrato oltre 2 milioni di studenti sia nelle piazze che nelle scuole, 220 mila genitori e 125 insegnanti, per un totale di 17 mila istituti scolastici, 300 città raggiunte e due pagine su Twitter e Facebook con 127 mila like e 12 milioni di utenti mensili sui temi di sicurezza online.

Ancora una volta la Polizia di Stato scende in campo al fianco della scuola per un solo grande obiettivo, quello di fare in modo che il fenomeno del cyberbullismo e tutte le forme di prevaricazione connesse ad un uso scorretto della tecnologia non facciano più vittime.

I social network sono ormai uno strumento di comunicazione del tutto integrato nella quotidianità dei teenager. Dalla ricerca di un sito (Skuola.net) “Una vita da Social”, emergono anche altri fattori interessanti che spesso i Millenials e la Gen Z tengono ben segreti.

È emerso che un ragazzo su tre, sul proprio social di riferimento, possiede un account falso. Sono circa il 28% quelli che dichiarano di averne uno oltre a quello “ufficiale”, mentre il 5% è presente solo con un account falso. 

Ovviamente ci si pone una domanda importante, perché questa identità anonima? In genere si fa per conoscere gente nuova senza esporsi troppo online, per controllare i propri amici senza che loro lo sappiano, oppure per sfuggire al controllo dei propri genitori.

Dai dati pubblicati forniti dalla ricerca, si può evincere però che grazie agli interventi e ai controlli effettuati dalle autorità, il numero dei minori denunciati per cyberbullismo o per diffusione di materiale pedo online, dal 2017 al 2019, è diminuito molto.

Questo potrebbe significare che il maggior controllo da parte delle istituzioni rende più difficoltoso ai profili fake avere una lunga vita sui social. I social network stessi come Instagram o Facebook da anni si impegnano nel rimuovere account falsi o che rubano le identità. 

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