Democrazia partecipata, Vittorino alla Giannetto: “Quale risultato straordinario? È previsto dalla legge”

Costantini: “85 voti su un paese di 40mila abitanti è un fallimento della politica”. Giannetto: “I bastian contrari provino a dedicarsi a obiettivi nobili e concreti”

MONREALE – Assegnati 15 mila euro per la riqualificazione scolastica, una delibera di giunta che arriva a seguito dell’istituzione della democrazia partecipata. “Sono veramente contenta dei risultati raggiunti è la prima volta che un’amministrazione presti così tanta attenzione alla scuola”, aveva commentato l’assessore Rosanna Giannetto. Ma la dichiarazione fa andare su tutte le furie il consigliere d’opposizione dei Popolari per Monreale, Mimmo Vittorino. “Quale risultato straordinario? Non hanno fatto nulla di diverso da quello che prevede la legge”.

Ottanta cittadini hanno partecipato alle votazioni, preferendo la riqualificazione dell’arredo scolastico nelle strutture di competenza comunale alla promozione di manifestazioni culturali e ludico-ricreative da realizzarsi durante le festività prioritariamente per i giovani o agli interventi a sostegno di cittadini in condizioni svantaggiate con progetti di servizio civico.

Per il consigliere “non è accettabile far passare il messaggio che l’amministrazione abbia fatto qualcosa di così grande importanza. Il regolamento è stato votato in Commissione Regolamenti e Affari generali sotto nostra iniziativa. Prevede il 2% del bilancio comunale e la consultazione popolare, per legge non si può fare diversamente. Le tre proposte sono state avanzate dai consiglieri della Commissione e poste al vaglio del dirigente comunale. Non riesco a capire cosa hanno fatto di così stupefacente dato che l’assessore Giannetto parla di un risultato straordinario”.

La critica sollevata dagli scranni dell’opposizione non è la sola, anche il grillino Fabio Costantini storce il naso. “Ottantacinque voti ricevuti su un paese che conta quaranta mila abitanti, qualcosa non ha funzionato, è un fallimento della politica”. La consultazione popolare lanciata ad agosto dall’amministrazione ha ricevuto 80 voti per l’argomento scolastico, mentre solo 5 cittadini hanno votato senza esprimere la preferenza.

Tuttavia, il consigliere penta stellato non entra nel merito della destinazione delle somme ma si sofferma sul metodo. “Non è stata data la necessaria pubblicità (volenti o nolenti) a un fatto rilevante come la partecipazione pubblica al bilancio del proprio comune. Se si fosse dedicata alla questione la medesima attenzione utilizzata per sponsorizzare gli ultimi eventi dell’Estate Monrealese, vi sarebbe stata senz’altro una partecipazione molto superiore. Evidentemente non c’era l’interesse ad ampliare la platea di chi potesse prendere parte a questa decisione”.

“Continuo a ritenere importante il risultato conseguito per le nostre scuole e i nostri bambini che fanno volentieri a meno di misere polemicucce ed hanno invece diritto a scuole che funzionino”, è la replica dell’assessore Giannetto al consigliere Vittorino. “Pertanto, continueremo per la strada intrapresa lasciando ad altri il gusto della polemica e della provocazione. D’altronde, le procedure seguite sono correttissime e di pubblica evidenza”.

Infine, la Giannetto si rivolge a Costantini e mette in chiaro: “A suo tempo anche i giornali locali hanno dato una grossa mano per pubblicizzare l’iniziativa e la partecipazione. Certo, il mese d’agosto e il generale clima vacanziero non ha aiutato ad avere una larghissima partecipazione, tuttavia la nostra amministrazione ha fatto quanto dovuto”.

Dura e senza mezzi termini finisce la replica dell’assessore all’opposizione. “Ricordo peraltro che in quel momento, per molti di ferie, compreso qualche consigliere “nemico ra cuntintizza”, noi producevamo il massimo sforzo affinché tutte le scuole potessero aprire a settembre nel migliore dei modi, così com’è poi accaduto. I bastian contrari ad ogni costo, dunque, se ne facciano una ragione e magari provino a dedicarsi a obiettivi nobili e concreti piuttosto che ricercare un modo qualunque per giustificare il proprio ruolo”.

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