Luigi Sturzo: un modello da seguire ai nostri giorni

“La politica come fatto d’amore”: a 100 anni dall’appello ai “liberi e forti” a Monreale un convegno sul fondatore del Partito Popolare Italiano

Si è tenuto oggi a Monreale, presso il Palazzo Arcivescovile, un importantissimo convegno su Luigi Sturzo, “un profeta che parla ai nostri giorni”.

Ma chi era Luigi Sturzo? A questo proposito è intervenuto il Presidente Ass. ex Deputati dell’ARS, Rino La Placa, che ha introdotto e moderato il dibattito. Luigi Sturzo era un presbitero e politico siciliano fondatore del Partito Popolare Italiano che con l’appello ai << liberi e forti >>  si rivolgeva a tutti quegli “uomini moralmente liberi e socialmente evoluti” a sostegno di un progetto politico e sociale per l’Italia all’indomani della Prima Guerra Mondiale.

Proprio il suo progetto politico e sociale funge da modello per la politica odierna! 

“ …E’ vero che la società si evolve, ma a volte vi sono somiglianze coi tempi vissuti…” afferma Rino La Placa. Cosa cercava di contrastare Luigi Sturzo? Le tre “male bestie”: lo sperpero del denaro pubblico, la partitocrazia, lo statalismo. 

Quì un punto di riflessione. 

Cosa è cambiato oggi? Cosa è cambiato a distanza di 100 anni dall’appello ai << liberi e forti>> ?

A questo punto del Dibattito, in maniera molto chiara e precisa, interviene il docente di Storia e dottrine politiche dell’Università di Palermo, Eugenio Guccione. 

Guardando adesso da più vicino quello che era il progetto sturziano di municipio è importante soffermarsi sulla seguente considerazione: “La politica come servizio”. Una considerazione che ai giorni nostri non è molto scontata. Si è parlato anche della strumentalizzazione della politica come fatto eticamente scorretto. L’intento di Sturzo era riportare la moralità e i principi cristiani nelle azioni da perseguire.

Cosa è il Bene Comune? Come lo si può raggiungere?

La risposta si trova nell’importanza da attribuire alle autonomie locali che sono “una vera palestra di democrazia”, prosegue Guccione, elencando i cardini del progetto sturziano (Autonomia del Comune, Referendum popolare, Rappresentanza proporzionale). 

“È proprio a livello comunale che comincia a crearsi lo Stato al fine di tutelare gli interessi collettivi”:

– la tutela dell’istruzione;

– la promozione dell’attività economico-sociale;

– la difesa della Religione;

– la cooperazione in generale.

Lodevole, inoltre, l’intervento dell’Arcivescovo di Monreale Michele Pennisi.

L’impegno politico deve essere visto come un atto d’amore”. 

Sembra quasi un’utopia ma non ci si deve rassegnare al fatto che ciò sia impossibile. Una frase breve ma ricca di significato! 

“Una buona o cattiva politica dipende dalla bontà e dallo scopo delle proprie azioni”. 

Tutti messaggi importanti che rimandano anche al concetto di giustizia. “L’amore è innanzitutto giustizia, uguaglianza, tolleranza, sacrificio”.

Luigi Sturzo è sicuramente una linea guida al giorno d’oggi per riprendere le “redini” di uno Stato “confuso” in cui la società civile è sfiduciata (ciò dimostrato dalla scarsa affluenza alle urne elettorali). 

Roberto Gambino, portavoce del “Mosaico”, tra gli organizzatori dell’evento, ha spiegato come Sturzo sua riuscito nell’appello liberi e forti a mettere assieme culture differenti, unendo il cristianesimo con alcuni aspetti del pensiero liberale e di quello socialista.

E per concludere, l’intervento di Stefano Gorgone che lancia un messaggio ai giovani,  sottolineando l’importanza della Formazione anzitempo, prima di divenire parte attiva della politica, onde evitare che in futuro ci siano “politici improvvisati”.

Hanno partecipato al dibattito anche Alberto Arcidiacono, sindaco del Comune di Monreale, Don Giovanni Vitale, Direttore dell’Archivio Storico Diocesano di Monreale, e il responsabile del Centro Internazionale Studi Luigi Sturzo della Regione Sicilia.

Tra i presenti anche il deputato regionale del PD Giuseppe Lupo e gli assessori comunali Luigi D’Eliseo e Ignazio Davì.

 

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