Monrealexit, nel 2020 Monreale potrebbe dire addio a 4 contrade storiche

Signora, Bommarito, Dammusi e Ginestra potrebbero passare a San Giuseppe Jato

Monrealesi che vogliono diventare Jatini. Continua l’iter per l’operazione «Monrealexit», termine coniato da Filodiretto, per indicare l’intenzione di circa 160 cittadini monrealesi ma solo sulla carta. Da un’idea di “secessione” si è passati all’azione. Nei prossimi mesi un referendum potrebbe suggellare il passaggio di alcuni territori storicamente appartenenti al Comune di Monreale al più vicino Comune di San Giuseppe Jato. 

E continua la procedura che, come detto, potrebbe vedere l’epilogo nell’indizione di un referendum. Si è svolta ieri presso l’Assessorato alle Autonomie Locali, la conferenza dei servizi tra il Comune di San Giuseppe Jato e quello di Monreale in ordine al riordino dei confini territoriali. Il progetto «Monrealext» prevede il passaggio delle contrade di Signora, Bommarito, Dammusi e Ginestra dal territorio monrealese a quello di San Giuseppe Jato.

Il 2020 potrebbe rappresentare l’anno di svolta. Entro il mese di gennaio il Consiglio comunale normanno dovrebbe mettere in discussione il progetto di riordino, visto il cambio di amministrazione avvenuto. Un passaggio che comunque non bloccherebbe l’iter amministrativo già in corso. Dopo il 31 gennaio 2020, l’Assessorato alle Autonomie Locali avvierà la procedura di indizione del referendum che riguarderà i residenti nelle contrade interessate, monrealesi di diritto ma jatini di fatto. Insomma, ieri è stato compiuto un ulteriore passo verso l’addio delle contrade dei feudi monrealesi. 

«Desideriamo ringraziare l’Assessorato alle Autonomie Locai – si legge in una nota del Comitato per il riordino dei confini territoriali – nella persona del Dirigente Generale, dott.ssa Margherita Rizza, per la disponibilità e cortesia istituzionale offerta. Inoltre rivolgiamo un ringraziamento al sindaco di Monreale Alberto Arcidiacono per aver dimostrato, in controtendenza rispetto al passato, sensibilità alle difficoltà dei cittadini residenti nelle contrade e per non aver avuto avuto un atteggiamento meramente ostruzionistico».

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