Monreale, questione rifiuti, Capizzi: “Documenti all’Autorità Nazionale Anti Corruzione”

L’opposizione suona la carica contro l’amministrazione che, al contrario, chiede tempo e collaborazione

MONREALE – L’opposizione suona la carica contro l’amministrazione che, al contrario, chiede tempo e collaborazione. 

Si è aperto con il tema più caldo del momento, come avevamo annunciato, il Consiglio comunale di ieri pomeriggio: quello relativo alla questione dell’affidamento del servizio rifiuti. Se da un lato l’amministrazione nei giorni scorsi lo ha affidato alla New System Service di Marsala, dall’altro c’è la F. Mirto di San Cipirello che recrimina il diritto all’affidamento in seguito alla sospensiva dell’interdittiva antimafia decisa dal Tar. 

Da Antonella Giuliano a Pippo Lo Coco, da Mimmo Vittorino all’ex sindaco Piero Capizzi, dagli scranni dell’opposizione è stato chiesto all’amministrazione di chiarire, una volta per tutte, la situazione anche alla luce della paventata possibilità di dover vedere costretto il Comune a pagare due volte il servizio annuale di raccolta e spazzamento dei rifiuti. 

“Aspettiamo risposte chiare – ha detto Lo Coco – e vogliamo conoscere chi è responsabile della determina dirigenziale”. Il riferimento del consigliere di Alternativa Civica è al dirigente dell’area V del Comune . “Il dirigente – ha aggiunto – ha deciso di annullare la determina dirigenziale e revocare l’affidamento del servizio alla Mirto per affidarlo alla New System Service”. Lo Coco ha chiesto la presenza dello stesso Busacca in consiglio, proponendo il rinvio della discussione. “Il comune rischia di incorrere in penali non indifferenti – ha concluso -. Busacca ci assicuri che tutto è stato fatto nel rispetto delle norme esistenti”.

Anche Mimmo Vittorino e Antonella Giuliano hanno chiesto formalmente all’amministrazione di fare chiarezza sulla questione rifiuti. “Deve rispondere il sindaco, il consulente legale o l’assessore delegato al servizio rifiuti. Ci sono troppe perplessità che aleggiano a Monreale e vogliamo capire come dobbiamo muoverci e cosa intende fare l’amministrazione visti gli ultimi eventi. Ho apprezzato l’attesa dopo la prima interdittiva antimafia ma non è stato atteso lo stesso tempo in occasione della seconda interdittiva alla Mirto. Abbiamo a cuore tutti la sorte dei dipendenti delle ditte, e vogliamo capire se può arrivare un danno ulteriore alla casse comunali”.

Piero Capizzi, ex primo cittadino e attualmente consigliere comunale, ha parlato di “vicenda poco chiara, che potrebbe avere gravi risvolti per il paese”. Capizzi ha proposto di inviare la determina dirigenziale, con la quale viene affidato il servizio a una nuova ditta, all’Autorità Nazionale Anti Corruzione. “Nel documento non si fa cenno a una seconda interdittiva di cui – ha aggiunto Capizzi – noi consiglieri ne siamo venuti a conoscenza solo dopo la diffida della Mirto e la messa in mora della stessa ditta”.  Capizzi ha anche sottolineato come, a tutt’oggi non sia stato stipulato il relativo contratto di appalto, un fatto che lo stesso reputa “assolutamente grave”.

Il consigliere di Alternativa Civica ha anche sottolineato come il comune non abbia approfondito la questione relativa alla cessione del ramo d’azienda avvenuto ad agosto. “I formulari dei conferimenti dei rifiuti – ha chiesto Capizzi – da agosto ad oggi che timbro portano? La Mirto come ha lavorato da agosto ad oggi? Chi lo ha consentito? Rischiamo di pagare due ditte e una terza ditta. Vogliamo sapere, se dobbiamo morire, di che morte dobbiamo morire”.

Il sindaco Arcidiacono, una volta giunto in aula consiliare, ha preso la parola spiegando qual è la posizione assunta sino ad oggi dall’amministrazione. Una posizione attendista almeno fino al prossimo 20 dicembre, giorno in cui è atteso il pronunciamento collegiale del tribunale amministrativo  sulla sospensiva dell’interdittiva antimafia inflitta alla F. Mirto. “In questo lasso di tempo gli avvocati studieranno le carte – ha aggiunto il primo cittadino – per capire se c’è un obbligo dell’amministrazione verso la ditta esclusa o se è preferibile continuare con la seconda ditta”.

Arcidiacono si è appellato al senso di responsabilità dei consiglieri comunali di maggioranza ma anche di opposizione. “Non vi è un problema politico ma sociale che riguarda Monreale tutta – ha detto -. Siamo pronti ad aprire un tavolo allargato a chi si sente di offrire il proprio contributo per trovare la migliore soluzione per la città”.

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