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Cronaca

Omicidio Ana, parla la moglie Maria: “Mio marito conosciuto come un uomo buono, faceva volontariato”

“Se me lo portano a casa io starò con mio marito. Non ho paura di lui, non lo farà più, ha avuto un raptus improvviso”

Pubblicato il 30 novembre 2019

Omicidio Ana, parla la moglie Maria: “Mio marito conosciuto come un uomo buono, faceva volontariato”

“Il 22 novembre è una giornata fuori dalla vita reale di mio marito. È andato fuori di testa, non so cosa sia successo, ha fatto qualcosa che va oltre ogni concepimento umano”. 

La puntata di ieri sera del programma di Mediaset “Quarto Grado” è dedicata all’omicidio di Ana Maria Di Piazza, la giovane donna massacrata con un coltello e finita a bastonate da Antonino Borgia, l’imprenditore di Partinico che con lei intratteneva una relazione. La moglie, Maria Cagnina, risponde alle domande provenienti dallo studio dal giornalista Gianluigi Nuzzi e parla di Antonino come di una persona molto fragile: “Se me lo portano a casa io starò con mio marito. Non ho paura di lui, non lo farà più. Quella giornata non era lui, cosa sia scaturito quella giornata non lo so. Non lo compatisco, ma so che lui sta molto molto male”.

La moglie di Antonino parla di un uomo buono: “Chi lo conosce lo ricorda come una persona buona, disponibile, che faceva volontariato. Nella nostra azienda abbiamo sempre preso persone di comunità per farle reintegrare. Stiamo parlando di una persona completamente differente da quella che è emersa quella giornata. Cosa è successo, cosa l’ha portato a questo? Penso si scoprirà più avanti”.

Ana Maria Di Piazza

L’indagine sull’omicidio di Ana ha trovato una svolta quando il proprietario di una villa si accorge di una macchia di sangue presente davanti al cancello. Si insospettisce e decide di visionare le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza, scoprendo così la tremenda aggressione. A quel punto corre dai carabinieri a consegnare i nastri.

Dalle telecamere si cercherà un riscontro alle dichiarazioni dall’indagato su come si sono svolti i fatti, soprattutto per comprendere se si sia trattato di una forma di raptus o di omicidio premeditato. “La persona che è stata al mio fianco per 18 anni, che quel giorno è uscita folle, ha avuto un raptus improvviso”, sostiene Maria, anche se in studio il prof. Picozzi spiega che in psichiatria il raptus non esiste. “Anzi, dal racconto fatto a posteriori dal Borgia emerge una grande lucidità nell’omicida”.

“Quello che ha fatto mio marito quel giorno è abominevole – sottolinea Maria -. Non ci sono dubbi. Io le posso dire che ancora oggi non riesco ad immaginare mio marito capace di farlo”.

Il funerale di Ana Di Piazza

La donna ipotizza che vi sia stata una richiesta di soldi da parte di Ana per abortire, ma nella stesso tempo non si dice sicura che quel figlio sia stato concepito dal rapporto con il marito: “Il bambino prima deve essere di mio marito, se così fosse stato, come ho accolto un bimbo del suo primo matrimonio, avrei accolto anche questo”.

“Mio marito sapeva bene quanto lo amavo – continua Maria -, ma aveva troppa paura che il mio amore, la mia dedizione, la mia fiducia in lui, venissero a mancare”.

In studio è stata anche sollevata l’ipotesi che l’omicidio potesse essere scaturito da motivi economici, e che Antonino avesse ucciso Ana per paura di essere ripudiato dalla moglie, in seguito alla scoperta del figlio nato da un rapporto extraconiugale, dato che alla moglie sono intestati gran parte dei beni e dell’azienda di fatto gestita dal marito: “Non c’entra niente il profilo economico – spiega Maria -, anche se l’azienda era intestata a me, tutte le proprietà aziendali fanno parte della famiglia di mio marito”.

“Il problema non è se mio marito mi tradiva o meno, si trattava solo di rapporti puramente sessuali, fatti che avremmo risolto in famiglia. C’è stata una situazione sfuggita di mano,  di una ragazza in cerca di affetto, in cerca di qualcosa che però sapeva che non poteva trovare in marito che mi amava. E la sua paura più grossa era di perdere me e la sua famiglia”.

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