La bella e triste storia di Miah, un venditore di rose

Ciao amico mio, sei arrivato da clandestino, te ne sei andato da amico, figlio, fratello

Facebook è il luogo dove ciascuno mette in mostra ciò che è realmente: la sua cultura, l’ignoranza, la sensibilità, la cattiveria, l’originalità, le stereotipie

Facebook è un mondo particolare, nella sua essenza eterea e virtuale. Un mondo dove la gente si incontra e incrocia le proprie storie. Un luogo dove poter condividere opinioni, informarsi ed esprimere pensieri ed emozioni. È anche il luogo dove ciascuno mette in mostra ciò che è realmente, ovvero le proprie caratteristiche: la cultura, l’ignoranza, la sensibilità, la cattiveria, l’originalità e le stereotipie. Esattamente come nella realtà concreta puoi trovarci dentro tutto e il contrario di tutto: post di spessore e fake news, storie paradossali, false o fuorvianti, ma anche stralci di vita belli e significativi, storie terribili e storie che emozionano e lasciano il segno.

Questa è una delle tante storie conosciute su fb. Mi ha colpito per diversi motivi, in primis per il luogo che fa da sfondo alla storia stessa: Milazzo. Un posto a me particolarmente caro, meta di tanti “sabati sera” dei miei anni più belli. Ma veniamo al dunque. 

Miah vende rose sull’incantevole lungomare Garibaldi. Nell’estate del 2011 si trova in una delle splendide spiagge della costa milazzese. Si avvicina a due ragazze, cerca di dire qualche parola nel suo italiano ancora troppo incerto. Le ragazze si dimostrano cautamente diffidenti. 

Ma Miah ha la faccia simpatica e buona, le ragazze si sciolgono e lui tira fuori un album di fotografie: ritratti della sua famiglia lontana, dei suoi figli, di sua moglie. È per loro che è venuto in Italia, è per loro che ogni giorno attraversa le spiagge assolate e il lungomare splendente di uno dei posti più belli della Sicilia. È loro che sogna guardando nostalgico le Isole Eolie. 

Le ragazze provano a farsi capire, con le parole, con le espressioni, con i gesti. Scherzano insieme e ridono di gusto. Passa un po’ di tempo dal giorno delle presentazioni. Miah è per strada e vede una delle due ragazze a cui, tra una risata e l’altra, aveva aperto il suo cuore affidato a un prezioso album fotografico. Lei lo riconosce, si salutano calorosamente. Scambiano poche parole e ampi gesti con la gioia di condividere quella simpatia nata dal nulla, perché a volte basta poco per entrare in empatia anche con persone sconosciute. 

La ragazza lo invita a bere un caffè, parlano e ridono…diventano amici. Con le due giovani donne inizia a consolidarsi un’amicizia forte e sincera. Un trio che a qualcuno potrebbe sembrare inusuale o addirittura bizzarro, ma che invece rappresenta il collante di tre storie di vita che si incrociano e che creano qualcosa di puro e di esemplare: due ragazze e un amico che viene dall’altra parte del mondo, amici sinceri…amici per sempre. 

Organizzano una gita sulla neve. Miah non l’ha mai vista la neve, non l’ha mai toccata ed è emozionato e gioioso come un bambino. Gioca, scivola, annaspa. Si diverte e ride come se avesse trovato la dimensione familiare di casa sua, oltre le montagne, oltre i continenti, oltre gli oceani, proprio in Sicilia, nella nostra terra. 

Dopo qualche anno Miah ha il primo serio problema di salute: scopre di avere il diabete. Ancora una volta le sue amiche lo aiutano e gli stanno vicino. Insieme a lui imparano persino a usare l’insulina. Miah non è in formissima ma continua a lavorare sodo tutto il giorno, senza sosta. La sua famiglia è l’unico pensiero fisso, l’unica certezza, l’unica speranza, cullata dal panorama mozzafiato di Capo Milazzo e della baia del Tono. Lavora incessantemente, vende le sue rose fuori dai locali sotto la pioggia, con il freddo, e piccoli oggetti sulle spiagge estive, con il caldo torrido. La gente ormai lo conosce e gli si affeziona: Miah è dolce, educato per nulla invadente, non chiede niente, non insiste, spesso si ferma anche solo per scambiare qualche chiacchiera sorridendo.

Le ragazze conosciute in spiaggia diventano un punto fermo della sua vita, gli vogliono un gran bene. Lo invitano a cena, a casa, Miah diventa un amico di famiglia. Nel 2016 il traguardo più ambito: l’uomo che viene da lontano ottiene il permesso di soggiorno. È un giorno memorabile, Miah festeggia, è davvero felicissimo. Finalmente le serate fuori, sotto la pioggia, davanti ai ristoranti finiscono. Trova un lavoro meno precario, con uno stipendio fisso, finalmente!!! Diventa un badante, un ottimo badante, comprensivo e sorridente. Una delle sue giovani amiche gli regala una bici, per spostarsi meglio, senza affaticarsi eccessivamente. Dopo 2 anni di stipendi un’altra emozione travolgente: Miah riesce a tornare in Bangladesh dalla sua famiglia, dove rimane qualche mese. Dopo tanta gioia, la bella storia di Miah si inceppa, subisce un brusco scossone: l’epilogo devia dai binari di una serenità fatta di lavoro e colma di speranza.

Settembre 2019, l’amica milazzese (ormai storica)…la ragazza che lo ha fatto sentire a casa, che lo ha aiutato in mille modi, che gli ha regalato la bicicletta, trova lavoro in una città del nord. Un giorno Miah la chiama, sta male, è stato ricoverato in ospedale. Lo sottopongono a tutte le indagini del caso. La diagnosi è tremenda: ha un cancro senza scampo, ormai in fase terminale. Gli resta pochissimo da vivere: niente più sorrisi, niente più speranze, niente più tramonti sulla marina Garibaldi, con lo sguardo perso tra Vulcano e Lipari. La sua amica è sconvolta, lo chiama ogni giorno, gli sta vicino come può e gli consiglia di tornare in Bangladesh, per morire tra le carezze dei suoi affetti più cari. 

Per aiutarlo, lancia una raccolta fondi. Milazzo si mobilita. La generosità diventa contagiosa: riescono a raccogliere 13 mila euro in poco tempo. Miah peggiora, sogna la sua terra e vorrebbe che accogliesse le sue spoglie: desiderio e conforto di ogni uomo che arriva al “capolinea”. 

È il 10 novembre, l’uomo delle rose non fa in tempo. Muore, a 42 anni in quel paese lontano, quell’angolo bellissimo della Sicilia, tra persone che lo hanno accolto non come straniero da emarginare, ma come amico, come figlio, come fratello. 

La giovane ragazza conosciuta sulla spiaggia, la stessa ragazza che, per anni, ha condiviso con lui tappe fondamentali di una vita breve e faticosa da venditore di rose e da uomo gentile, lo celebra su Facebook: “Ciao amico mio, sei arrivato da clandestino, te ne sei andato da milazzese”.

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