Interi condomìni morosi? Pupella: “Il Comune non ha ancora ridotto la pressione dell’acqua, in corso le procedure di messa in mora dell’utenza”

“Con il nulla osta dello IACP i cittadini possono pagare la loro quota debitoria e allacciarsi autonomamente al servizio idrico”

MONREALE – Interi condomìni morosi nei confronti del comune di Monreale per non avere pagato il servizio idrico da anni. Debiti di decine di migliaia di euro.

La situazione riguarda diversi condomìni monrealesi. In uno di questi, un complesso di 18 alloggi popolari gestito dallo IACP, situato a fondo Pasqualino, ad Aquino, alcuni inquilini si erano rivolti alla nostra redazione. “Non vogliamo rispondere economicamente dell’evasione dei nostri coinquilini, né tantomeno esserne penalizzati con una riduzione della pressione dell’acqua. Chiediamo all’amministrazione di consentirci di staccarci dalla vasca comune per allacciarci autonomamente.

È l’assessore ai servizi a rete, Geppino Pupella, ad intervenire sulla delicata questione e a rispondere ai quesiti posti da questi cittadini: “Il Comune non ha ancora ridotto la pressione dell’acqua. Sono in corso le procedure di messa in mora dell’utenza come da regolamento. La mancanza di un’adeguata fornitura nei due giorni antecedenti il 13 novembre è stata dovuta alla rottura di una saracinesca sulla rete di distribuzione che ha coinvolto più di un edificio e che è stata già riparata. Talché la fornitura è, al momento, normalizzata”.

Pupella replica anche all’affermazione secondo cui solamente pochi condòmini non hanno alcuna voglia di pagare il servizio idrico, circostanza che, spiegavano alcuni inquilini a Filodiretto, “arreca un grosso danno a tutti gli altri inquilini dello stabile, che non accettano di passare per evasori”.

“Nel tempo, a partire dall’anno 2011 – spiega l’assessore -, i condòmini che avrebbero voluto pagare quanto dovuto, visto che sembrerebbero essere la maggioranza dei residenti, avrebbero potuto pagare quanto nella loro volontà e secondo consumo.

In realtà non ha pagato nessuno, né quanti avrebbero voluto, né tanto meno quelli (sono pochi…) che si sono dichiaratamente rifiutati di farlo.Vero è invece che in più di un’occasione, per spontanea ammissione degli stessi residenti nelle numerose riunioni tenute con alcuni rappresentati del condominio presso l’ufficio del Servizio Idrico, nel tentativo di risolvere la questione della morosità del condominio, la mancata riparazione del galleggiante della vasca di accumulo degli edifici a cura del condominio, per una spesa di € 3.50 (euro tre e centesimi cinquanta), ha procurato un danno al condominio per fatture insolute di diverse migliaia di euro”.

Ed ancora, Pupella respinge anche che vi sia tra diversi condòmini l’effettiva intenzione di pagare la propria quota al comune: “Lo abbiamo chiesto da tempo. Vogliamo sanare la nostra posizione debitoria e poi allacciarci singolarmente all’acquedotto – lamentavano alcuni inquilini –. Siamo sempre stati disponibili a pagare quanto ci spetta, ma il comune non ha mai accettato la nostra proposta”.

“Quanto dichiarato – replica l’assessore – non corrisponde assolutamente al vero. E dispiace rilevarlo visto che nella mattinata del 12 novembre due residenti del condominio hanno interloquito direttamente con il Dirigente dell’Area VI – Pianificazione del Territorio.

Ai residenti è stato chiarito e ribadito ancora una volta che, essendo gli edifici di proprietà dell’IACP, prima di procedere al distacco dalla vasca condominiale e di dotarsi di allaccio autonomo era, ed è necessario, ottenere un’autorizzazione dell’Ente proprietario e cioè dell’IACP, secondo legge.

Tale autorizzazione non è stata ottenuta da alcuni residenti che ne hanno fatto richiesta direttamente all’Ente”.

Su questo punto i residenti insistevano: “Siamo andati all’ufficio tecnico con i soldi in tasca, disposti a pagare subito il nostro debito ma ci è stato risposto che il debito va sanato per intero, e che solamente successivamente si potrà procedere all’allaccio alla rete idrica delle singole unità immobiliari. Ma non comprendiamo come sia stato possibile per un inquilino avere l’autorizzazione a mettere un proprio contatore. Vorremmo delle risposte più chiare”.

“Nel 2018 e nel 2019 – ricorda l’assessore -, due condòmini residenti nell’immobile hanno ottenuto dall’IACP l’autorizzazione a dotarsi di misuratore autonomo, staccando il loro impianto interno dalla vasca di accumulo condominiale.

Ai due soggetti, per la fornitura di un nuovo allaccio autonomo, è stato chiesto di farsi carico solo di una quota della morosità pregressa (1/18 di quanto dovuto alla data dell’istanza, dall’intero condominio, essendo 18 le utenze interessate) ed è stato loro consentito di rateizzare l’importo da pagare, compreso l’importo delle spese per il nuovo allaccio, come da modifica del regolamento dell’acquedotto approvata dal Consiglio Comunale nel 2017. Ai due utenti, che peraltro hanno pagato regolarmente la rateizzazione della loro quota, è stato prontamente predisposto un nuovo allaccio idrico singolo. Non risponde dunque a realtà il preteso pagamento del debito per l’intero.

Da parte dei residenti si sollecitano, così riporta l’articolo, “risposte più chiare”? Le risposte da parte dell’Amministrazione comunale sono state chiare ed inequivocabili.

Peraltro gli interessati sanno che, nei mesi appena trascorsi, alla presenza diretta di una delegazione di residenti, il Dirigente dell’Area VI, nel tentativo di sollecitare una rapida conclusione della vicenda, ha personalmente contattato telefonicamente, ed inutilmente, il Dirigente dell’IACP responsabile dell’autorizzazione da rilasciare ai singoli utenti sollecitando il rilascio dell’autorizzazione. L’Ufficio si è sempre adoperato per una composizione bonaria della problematica”.

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