Mafia e scommesse: 16 condanne e 5 assoluzioni, risarcimenti al Comune di Partinico e a diverse associazioni

Il boss Francesco Nania, condannato a 16 anni di carcere.

 

PALERMOÈ stata emessa ieri la prima sentenza di condanna nei confronti di 16 soggetti coinvolti nel business illegale delle scommesse.

Le accuse, mosse dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca e dai sostituti Amelia Luise e Francesco Gualtieri, erano di associazione mafiosa, autoriciclaggio, trasferimento fraudolento di beni aggravato, concorrenza sleale aggravata, associazione a delinquere finalizzata alla raccolta abusiva di scommesse ed alla truffa ai danni dello Stato.

Gli inquirenti hanno ricostruito il giro delle scommesse clandestine, che garantiva enormi guadagni, ma anche di ripulire denaro sporco. L’inchiesta, nota come «Game Over», ha ricostruito il giro che ruotava intorno alla figura del partinicese Benedetto Bacchi, il «re delle scommesse», già arrestato l’anno scorso con altre 30 persone.

Con la sentenza di ieri – emessa con il rito abbreviato dal gup Maria Cristina Sala – sono state emesse 16 condanne e 5 assoluzioni, ma anche risarcimenti al Comune di Partinico e a diverse associazioni.

Il personaggio chiave dell’inchiesta è Bacchi, rinviato a giudizio, sotto processo con altri imputati. Nel troncone dell’indagine chiuso ieri figura chiave sarebbe però il suo principale socio mafioso, il boss Francesco Nania, condannato a 16 anni di carcere.

Nel corso dell’indagine sono state sequestrate 40 sale scommesse. Bacchi ne avrebbe avuto il monopolio, che gli avrebbe fatturato fino a un milione di euro al mese. Una parte degli incassi sarebbe stata girata ai boss.

Il gup Maria Cristina Sala ha fondamentalmente dato ragione alle ragione dell’accusa, e in alcuni casi ha emesso condanne più pesanti rispetto a quanto richiesto dai pm.

Queste le condanne:

Francesco Nania, 16 anni di carcere, Antonino Pizzo (13 anni), Benedetto Sgroi (12 anni e 2 mesi), Antonio Lo Baido (12 anni) e Gerardo Antonio Orvieto Guagliardo, al quale qualche giorno fa sono stati sequestrati beni per 400 mila euro (8 anni e mezzo). Pene più lievi per gli altri: 4 anni a Davis Zangara, 3 anni e 4 mesi a Giuseppe Gambino, 2 anni e 8 mesi a Salvatore De Simone, 2 anni 2 mesi e 20 giorni a Giuseppe Alessandro Lo Bianco, 2 anni (pena sospesa) ad Alessandro Acqua, un anno e 10 mesi a Marco Cannatella, un anno e 4 mesi (pena sospesa) sia a Davide Di Benedetto che ad Antonio Mollisi, nonché a Vincenzo e Marco Corso, e infine 10 mesi (pena sospesa) a Ferdinando Chifari. Il giudice ha anche disposto il divieto di accedere a luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive o si accettano scommesse autorizzate o si tengono giochi d’azzardo autorizzati per Acqua, Chifari, entrambi i Corso, Di Benedetto, Lo Baido, Mollisi, Nania, Pizzo e Sgroi. Parte dei condannati dovrà poi versare complessivamente 85 mila euro di risarcimento alle parti civili: 15 mila al Comune di Partinico e 10 mila ciascuno al centro Pio La Torre, all’associazione Caponnetto, a Sicindustria, ad Sos Impresa, a Confesercenti e Confcommercio Palermo, e a Solidaria.

Il gup ha poi scagionato da ogni accusa altri 5 imputati: Alfredo Cannone (difeso dall’avvocato Bartolomeo Parrino), Carmelo Garruzzo (avvocato Pasquale Pittella), Sebastiano Vinciguerra (avvocati Filippo Gallina e Carmelo Ferrara), Giampiero Rappa (avvocato Claudio Gallina Montana) e Antonino Vincenzo Lo Piccolo.

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