Condoni edili a tecnici esterni? Per Giacopelli (Cisl) la proposta di Vittorino è “frettolosa e superficiale”

Per l’esponente sindacale meglio utilizzare il personale interno del Comune

Sulla proposta avanzata dal consigliere comunale Mimmo Vittorino (Popolari per Monreale) di affidare a tecnici esterni la definizione delle pratiche di condono edilizio, interviene il segretario aziendale della Cisl-Funzione Pubblica, Nicola Giacopelli, che si dichiara fortemente critico sull’iniziativa, definendola “frettolosa e superficiale”.

Il consigliere aveva menzionato la nuova delibera 383/2019 della Regione Siciliana che permette ai comuni dell’isola di attingere da un elenco di professionisti per rendere più veloce l’analisi delle pratiche rimaste fino ad oggi chiuse nei cassetti dell’ufficio tecnico. 

 “Va anzitutto ricordato che qui a Monreale – afferma l’esponente sindacale – il fenomeno dell’abusivismo edilizio ha avuto in passato, e in parte ha ancora oggi, una significativa rilevanza e una vasta diffusione: basti tener presente che fra il 1985 e il 2003 sono state presentate all’ufficio tecnico quasi 11 mila domande di sanatoria, moltissime delle quali risultano ancora non esitate”. A seguito del primo condono, risalente a quasi 35 anni fa, le istanze di regolarizzazione sono state poco più di 6.700: a queste si sono successivamente aggiunte quelle presentate in riferimento ai successivi condoni del 1994 (2.800) e del 2003 (circa 1.300).

Da diversi anni la Cisl-FP sollecita l’amministrazione comunale ad attuare, secondo le previsioni della vigente normativa, un apposito progetto finalizzato per definire le pratiche di condono utilizzando il personale interno del Comune. “L’attuazione di questo progetto – chiarisce Nicola Giacopelli – non comporterebbe alcun onere a carico del bilancio dell’ente: anzi, la chiusura di un buon numero di sanatorie porterebbe introiti non indifferenti nelle casse comunali. In questo contesto, la proposta dell’ex assessore Vittorino appare quantomeno discutibile: prima di pensare di affidare a liberi professionisti queste attività, si valuti in termini concreti l’opportunità di farle svolgere ai dipendenti comunali, al di fuori dell’ordinario orario di lavoro. È doveroso, inoltre, ricordare che la possibilità di esternalizzare l’attività relativa al disbrigo delle sanatorie non nasce di certo dalla delibera della giunta regionale del 25 ottobre scorso, a cui l’ex assessore fa riferimento, ma risale alla legge 662 del 1996, tuttora vigente: quindi, nulla di nuovo sotto il sole e nessuna ‘scoperta’ sensazionale. Mi permetto allora di suggerire all’amico Vittorino di farsi promotore di un confronto aperto e sereno sulla questione, in merito alla quale, ne sono convinto, sarà possibile trovare una proficua e ragionevole intesa”.

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