Piazza Magione, 4 barriere meccaniche incuriosiscono i passanti, ma cosa sono?

Si tratta di un’installazione d’arte contemporanea. Ferrandelli: “È normale che sia allocata in una piazza senza capire la logica?”

PALERMO – Quattro barriere meccaniche poste l’una accanto all’altra a formare un quadrato, si chiama Crossover e si tratta di un’installazione d’arte contemporanea di Giuseppe Lana. L’opera è spuntata a Piazza Magione suscitando la curiosità di molti, che si sono chiesti cosa sia.

“Non è una luminaria, anche se fa dei giochi di luci la notte”, commenta il consigliere comunale Fabrizio Ferrandelli (Più Europa) che si è recato sul posto per osservare la struttura da vicino. “Non gestisce nessun traffico a parte qualche lombrico” ironizza Ferrandelli, che presenterà un’interrogazione per capire “qual è il senso logico dell’installazione e se è normale che sia allocata in una piazza cittadina senza capire la logica. Siamo la città del paradosso – prosegue – lo sapevamo, ne avevamo contezza ma non pensavamo si potesse arrivare a questo livello”.

L’installazione è stata prodotta dalla Fondazione Merz di Torino per la BAM – Biennale Arcipelago Mediterraneo ÜberMauer, e utilizza la metafora delle barriere meccaniche. Enfatizzando il concetto di spazio, poste l’una accanto all’altra esse formano un quadrato, con le aste abbassate delimitano uno spazio e lo racchiudono. Di contro, quando sono alzate, permettono il passaggio, eliminando ogni forma di confine. “La ripetizione meccanica e automatica delle quattro barriere – spiega sui social l’assessore Adham Darawsha – crea una tensione che riaccende sempre più la questione tra apertura e chiusura, accoglienza e rifiuto, dibattito che ha sempre accompagnato la storia dell’uomo e che mai come in questi tempi è forte e presente nella società contemporanea. Le quattro barriere mobili – conclude – diventano anche un ring per un complesso intreccio e scambio d’idee e opinioni come un’agorà, come lo è Piazza Magione, cuore di una Palermo mutevole, intensa”.

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