Estorsioni a pizzerie, bar e ditte edili per 20 anni, a processo in 14 (NOMI e FOTO)

In 12 hanno chiesto il rito abbreviato. 2 processati con il rito ordinario

Si sentivano i padroni indiscussi dei quartieri palermitani San Lorenzo e Resuttana e da almeno 20 anni facevano il bello e il cattivo tempo con l’imposizione del pizzo a tappeto. Ieri davanti a Gup di Palermo si è passati dall’udienza preliminare all’inizio del processo nei confronti di 14 persone arrestate nel blitz dei carabinieri “Talea 2” nel novembre 2018.

Al centro dell’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto della Dda Salvatore De Luca e dal sostituto Amelia Luise, c’è anche la richiesta di pizzo alla pizzeria “La Braciera” di via San Lorenzo e al bar “Golden” di piazza Giovanni Paolo II ma anche estorsioni a ditte edili e intimidazioni. Nel processo si sono costituiti parte civile diversi imprenditori sottoposti al racket delle estorsioni e associazioni.

In 12 hanno chiesto il rito abbreviato. Si tratta di Salvatore Di Maio, Giuseppe Fricano, Carlo Giannusa, Mario Napoli, Michele Pillitteri,  Pietro Salsiera, Antonio Siragusa (imputato per l’omicidio del legale Fragalà), Luigi Siragusa, Corrado Spataro, Antonio Carollo e i pentiti Sergio Macaluso e Domenico Mammi. Processo ordinario invece per Antonino Cumbo e Giovanni Niosi.

Parte civile nel processo saranno in particolare i fratelli Cottone della pizzeria “La Braciera”, il titolare del bar Golden e di una ditta edile. I fratelli Cottone fecero arrestare nel 2016 i loro ultimi aguzzini in ordine di tempo che avrebbero imposto loro il pizzo. Per circa 20 anni avrebbero sopportato le richieste estorsive ad opera di almeno 11 presunti esponenti di cosa nostra.

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