Gli insulti di Philippe Daverio alla Sicilia: “Non mi piacciono i siciliani, si credono al centro del mondo”

Giudizi fallaci, insulsi e inconsistenti, da bar di provincia, da parte di un uomo di “spessa” cultura

“Non mi piacciono i siciliani, si credono al centro del mondo”. Ecco uno dei più generalizzati pregiudizi sul presunto narcisismo dei siciliani che li indurrebbe a percepirsi superiori agli altri in qualsiasi campo dello scibile umano. 

In effetti questa tendenza “autocelebrativa” ha colto in flagranza di “reato” anche me, siciliana doc, messinese di origine ma palermitana di nascita.

L’essere spesso centrati su ciò che siamo e soprattutto su ciò che siamo stati, data la vastità incredibile delle preziosità che possediamo (a cui però spesso non attribuiamo il corretto valore e la giusta tutela) può, per certi versi, rispondere a una vaga caratteristica che un po’ ci accomuna, che ci inorgoglisce e che ci fa sorridere, perché saremo pure frequentemente dei narcisi, ma siamo anche persone intelligenti, ironiche e auto-ironiche, con qualche problema, però, ad accettare le sconfitte, soprattutto quando ci appaiono oggettivamente un filino ingiuste.

L’autore della frase in esame e di altri luoghi comuni, decisamente poco ponderati e poco accorti nei riguardi della Sicilia e dei suoi abitanti, espressi in una breve intervista alle Iene, non è il solito leghista padano, neppure il tipo che conosce la Sicilia solo attraverso “il Padrino”, né la collega bergamasca che, nel mio periodo “nordico”, invitandomi a trascorrere una serata al teatro, chiese a me sbigottita se anche noi siciliani fossimo avvezzi a coltivare tale bella abitudine, senza neppure lontanamente ipotizzare che quando i siciliani andavano al teatro, loro scorrazzavano per la pianura padana muniti di aratro e di elmo cornuto.

L’autore di questa e altre affermazioni sprezzanti appare di tanto in tanto in TV, spesso con un atteggiamento superbo, saccente e dal pregiudizio facile. Un tipo bizzarro che, malgrado l’avversione siciliana, si veste come un “pupo di zucchero” (per rimanere in tema) dispensando, a destra e a manca, discutibili, anche se legittime, perle di saggezza: lo storico dell’arte alsaziano Philippe Daverio. 

VEDI: IL VIDEO DELL’INTERVISTA A PHILIPPE DAVERIO

VEDI: LA GUERRA DEI BORGHI E GLI INSULTI DI DAVERIO ALLA SICILIA

L’antefatto: la polemica si avvia dalla trasmissione “Il Borgo dei Borghi”. Una sorta di gara tra cittadine italiane, dall’evidente  connotazione artistico-culturale, che vede in finale la nostra Palazzolo Acreide e l’emiliana Bobbio. Mentre il televoto assegna una schiacciante preferenza a Palazzolo, la giuria tecnica presieduta da Daverio che, come ho già accennato, non appare esattamente scevro da pregiudizi e luoghi comuni, premia il borgo piacentino, di cui, fra l’altro, è pure cittadino onorario. 

Ma la cosa sorprendente è l’intervista che concede alle Iene. Un’accozzaglia di frasette velenose a corollario della sua legittima ma feroce antipatia anti-trinacriota. 

Ora, se Bobbio risulta essere sicuramente un borgo delizioso, Palazzolo Acreide è un vero gioiello barocco. Ma non è neppure lo scettro del contendere che indigna, quanto le generalizzazioni becere, inconciliabili con la presunta imparzialità di un uomo di “spessa” cultura, che si lascia però cogliere nell’esternazione di giudizi fallaci, insulsi e inconsistenti, da bar di provincia. Giudizi che si compendiano nella denigratoria e provocatoria frasetta al vetriolo: “sono terroni e rosicano” dimenticando che, in realtà, abbiamo ben poco da rosicare, dal momento che il nostro immenso patrimonio fa “rosicare” il mondo.

 

3 Commenti
  1. piero scrive

    onestamente lui ha faccia da stronzo

  2. Michelangelo scrive

    Però chiudere l’articolo con lo stesso linguaggio da cui sembra si vuole prendere le distanze. Peccato.

  3. […] Gli insulti di Philippe Daverio alla Sicilia: "Non mi piacciono i siciliani … […]

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