Monreale, la Corte d’Appello dà ragione all’ing. Busacca: il comune dovrà pagargli circa 130.000 €

Il comune non aveva pagato nel 1999 un progetto elaborato da uno studio di ingegneri, ma per i giudici si trattò di indebito arricchimento

MONREALELa Corte d’Appello di Palermo ha accolto le ragioni dell’ing. Maurizio Busacca, dirigente comunale a capo dell’Ufficio Tecnico, nella vicenda che ormai da anni lo vedeva contrapposto al  Comune di Monreale.

In particolare con la pronuncia dei giorni scorsi, la Corte d’Appello ha riconosciuto al Dirigente il diritto al rimborso di una somma pari ad oltre 110.000 €, somma che lo stesso ingegnere Busacca aveva sborsato in seguito ad una condanna subita in primo grado, per fatti risalenti al 1999.

Con delibera di giunta (sindaco Salvino Pantuso), di efficacia immediata, risalente al 10 febbraio ’99, munita di tutti visti di conformità, compresa l’indicazione del capitolo di bilancio, il Comune di Monreale aveva conferito incarico ad un team di ingegneri al fine di espletare uno studio di fattibilità relativo al recupero e alla riqualificazione della zona urbana circostante il complesso monumentale.

Tale studio prevedeva la realizzazione di opere finalizzate allo sviluppo sostenibile del territorio il cui finanziamento doveva avvenire attraverso la partecipazione al programma P.R.U.S.S.T. promosso dal Ministero dei Lavori Pubblici con decreto ministeriale dell’8 ottobre ’98.

La parcella prevista era di Lire 113.055.228 per ciascuno dei 4 professionisti incaricati dello studio, per un totale di lire 452.220.91, da attingere dal fondo rotativo per la progettualità istituito presso la Cassa Depositi e Prestiti.

Nella delibera si prevedeva anche di approvare lo schema di disciplinare di incarico, unitamente alla parcella preventiva, autorizzando al contempo il responsabile dell’Ufficio Tecnico Comunale, l’ingegnere Maurizio Busacca, a sottoscriverlo per conto dell’amministrazione. Ma il disciplinare non era mai stato firmato dal responsabile dell’U.T.C.. Ciononostante, i professionisti avevano dato seguito all’incarico.

Il problema era sorto quando, in seguito ad apposita richiesta di integrazione da parte della Cassa Depositi e Prestiti, il 18 maggio 1999 la giunta aveva deliberato un diverso importo da richiedere, con previsione anche delle opere da costruire. Un mese dopo, la Cassa Depositi e Prestiti aveva però comunicato l’impossibilità di finanziare lo studio di fattibilità mediante l’utilizzo del fondo indicato dal Comune che, a questo punto, si era rifiutato di pagare i compensi professionali richiesti dagli ingegneri.

Ma poco prima che arrivasse la risposta della Cassa Depositi e Prestiti, il 20 maggio, lo studio era stato approvato dalla giunta, tanto che il 6 luglio 1999 l’allora commissario straordinario del Comune avrebbe provveduto alla variazione dello strumento urbanistico vigente proprio in base allo stesso studio.

La parcella agli ingegneri, nonostante le formali richieste, non venne pagata e in due, Vittorio Mastrorilli e Mario Genco, con il patrocinio dell’avv. Franco Di Carlo, decisero di adire le vie legali, citando in giudizio l’intera Giunta comunale che aveva deliberato l’incarico e che ai tempi era costituita dal sindaco Salvino Pantuso, dagli assessori Claudio Burgio, Salvatore Sardisco, Salvatore Porrovecchio, Domenico Lo Coco (quest’ultimo defunto, per cui verranno chiamati in giudizio la moglie Susanna Noto, e i figli Giovanna Lo Coco e Stefano Lo Coco), nonché il dirigente dell’ufficio Tecnico, il dott. Maurizio Busacca, in qualità di responsabile del procedimento. Anche il comune di Monreale venne citato per rispondere eventualmente in via solidale in caso di condanna dei soggetti citati.

Nell’ottobre del 2006 al termine dell’istruttoria, il Tribunale Civile di Palermo diede ragione agli ingegneri e condannò gli amministratori e il dirigente al pagamento della somma di lire 113.055.228, pari a 58.388,15 €, al lordo dell’IVA, più 11.057,75 € di interessi, per ciascuno dei due ingegneri che avevano presentato ricorso.

A seguito di tale condanna l’ingegnere Busacca aveva convenuto in giudizio il Comune di Monreale  chiedendone la condanna dello stesso Ente al pagamento di un indennizzo a titolo di indebito arricchimento.

Il Tribunale Civile di Palermo, con la sentenza n. 3572 del 2013, in accoglimento parziale delle domande avanzate tra gli altri dall’ing. Busacca, dall’ex Assessore Burgio e dagli eredi Lo Coco, condannava il Comune di Monreale al pagamento in favore degli stessi della somma di €139.089,80 oltre agli interessi e alla rivalutazione monetaria, nei confronti di Maurizio Busacca, Claudio Burgio, e degli eredi di Domenico Lo Coco, oltre a rifonderli per le spese legali sostenute, per un totale superiore ai 12.000 €.

Il giudice, in quella circostanza, riconobbe l’avvenuto indebito arricchimento da parte del comune. L’ente aveva infatti utilizzato il progetto elaborato dallo studio tecnico. Anche se il finanziamento non era stato accordato e l’opera pubblica da sovvenzionare non era stata realizzata, la predisposizione dello studio era stata utilizzata dal comune per richiedere il finanziamento, motivo per cui il comune avrebbe dovuto pagare i professionisti. 

Avverso tale sentenza il Comune di Monreale, rappresentato dall’Avv. Girolamo Rizzuto, presentò Appello. 

La Corte di Appello di Palermo, con sentenza parziale, dichiarava cessata la materia del contendere tra il Comune e il Burgio, compensando tra loro le spese di lite.

La causa, pertanto, fu rimessa sul ruolo e disposta Consulenza Tecnica Contabile al fine di valutare nel concreto la fondatezza della pretesa del Busacca (rappresentato dall’avvocato Giuseppe Mazzarella) e degli eredi Lo Coco (rappresentati dall’avvocato Francesco Ganci) e la somma loro dovuta dal Comune a seguito degli esborsi effettuati a favore degli ing. Genco e Mastrorilli sulla scorta della sentenza del 2006.

Da ultimo, con la sentenza n. 2031 pubblicata il 17.10.2019, la Corte di Appello di Palermo ha accertato che solamente Busacca aveva realmente eseguito i pagamenti in favore dei due professionisti, per un importo di euro 51.369,17 nei confronti dell’ing. Mastrorilli e di euro 50.279,89 nei confronti dell’ing. Genco. Nulla, invece, avevano ancora corrisposto gli eredi del Lo Coco e, conseguentemente ha condannato il Comune di Monreale a corrispondere a Maurizio Busacca la somma di euro 110.245,86, pari a quanto già sborsato, più rivalutazione monetaria e interessi, calcolati dal C.T.U., fino al mese di dicembre 2018, oltre agli interessi legali calcolati a partire dal 5 dicembre 2018. Il Comune di Monreale è stato condannato anche a pagare a Maurizio Busacca le spese processuali, liquidate in 7.700 € più spese generali, CPA e Iva. La Corte ha invece rigettato la richiesta di indennizzo avanzata dagli eredi Lo Coco condannandoli al pagamento delle spese legali a favore del Comune.

Il Comune così come gli eredi Lo Coco potrebbero valutare di Ricorrere in Cassazione.

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