Degrado e rifiuti ad Aquino, i residenti: “Ora l’amministrazione ci ascolti”

Sono tante le problematiche lamentate da un gruppo di residenti della frazione

MONREALE – “Aquino è abbandonata. Vengono qui solo durante la campagna elettorale, poi spariscono”. Protestano a gran voce i residenti della frazione monrealese, che si sentono abbandonati a se stessi. Ad Aquino, infatti, vige ormai il  degrado. La sporcizia è ormai diventata una normalità. 

Emblematico è, secondo i residenti di via Aquino, la presenza di erba alta e rifiuti nelle vicinanze della scuola. “Genitori e bambini – dicono – non possono camminare sui rifiuti. È giunto il momento che si prendano dei provvedimenti”.

I residenti della frazione chiedono, inoltre, la presenza quotidiana di una pattuglia di polizia municipale davanti ai cancelli dell’istituto scolastico. Durante l’entrata e l’uscita degli studenti al momento ci sono dei volontari che si occupano di fare attraversare genitori e studenti ma parecchi sono gli automobilisti che creano ingorghi o non rispettano i limiti di velocità nei pressi della scuola.  “La strada è pericolosa e viene presa d’assalto dai genitori degli studenti che parcheggiano in doppia fila”. Risale a qualche giorno fa il caso, come testimoniano i residenti, di un bambino che stava per essere investito da un’automobile.

Nella frazione di Aquino ci sarebbe poi da risolvere il problema della presenza di alcuni cassonetti che dovevano servire per la raccolta di indumenti usati. Ormai diruti e abbandonati dalle ditte che avrebbero dovuto svuotarli, rappresentano un pericolo per i bambini che stazionano nel parcheggio. Il degrado di Aquino e dell’area adiacente alla scuola è stato più volte segnalato all’amministrazione comunale senza che nessuno abbia mosso un dito. “Tante volte – continuano i residenti – ci è stato detto che i problemi segnalati sarebbero stati risolti ma le nostre richieste sono state chiuse nei cassetti”.  “Speriamo che adesso qualcosa possa muoversi – concludono i residenti – , le periferie fanno parte del Comune. Non possiamo essere trattati come cittadini di serie B” . 

 

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