Finanziaria regionale, ancora un rinvio in aula. Restano solo 2 mesi per discutere sui conti

La Corte dei Conti ha chiesto al Governo regionale di rifare per ben due volte i conti del 2018

PALERMO – Ancora un rinvio ai lavori d’Aula dell’Assemblea regionale siciliana. La seduta era stata fissata per ieri pomeriggio e all’ordine del giorno vi era un argomento di tutto rispetto: la finanziaria regionale. In apertura di seduta il presidente di turno Giovanni di Mauro ha invece annunciato che il dibattito relativo ai conti della Regione si sarebbe dovuto rinviare per una serie di motivi tra cui in particolare la mancanza materiale della parifica dei giudici della Corte dei Conti.
 
La seduta, dopo circa una mezz’ora di dibattito su interrogazioni ed interpellanze, è stata rinviata a martedì della prossima settimana. In quella data saremo praticamente alla fine di ottobre e resteranno solamente due mesi per discutere sui conti della Regione. La causa più evidente di questi ritardi è dovuta al fatto che la Corte dei Conti ha chiesto al governo regionale di rifare per ben due volte i conti del 2018, prima di fornire il giudizio di parifica. E così il via libera che doveva pervenire entro la fine del mese di giugno, è ancora in sospeso e la Corte dei Conti ne ha fissato la data al 13 dicembre. A questo punto, con le festività natalizie a ridosso, l’esercizio provvisorio è praticamente certo. La conseguenza sarà quella di non poter programmare la spesa del 2020, almeno per i primi mesi dell’anno. A ciò si aggiunge la polemica sviluppatasi sui social tra il vice presidente della Regione e assessore all’Economia Gaetano Armao e il presidente dell’Ars Gianfranco Micciché, che si sono scontrati sui ritardi delle due istituzioni. A settembre era stato proprio il presidente della Regione Musumeci a criticare la mancata calendarizzazione delle riforme e la creazione dei collegati. In risposta Micciché aveva ribattuto che per la prima volta nella storia ad ottobre inoltrato gli strumenti finanziari “sono solo sulle pagine dei giornali”.
 
 

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