Trova una marca da bollo da 1.821 € e la consegna al legittimo proprietario, per Damiano Tranello una ricompensa ma soprattutto un nuovo amico

L’avvocato ritorna in possesso del contributo unificato: “È stata una disavventura, ma che mi ha permesso di trovare nuovi amici”

MONREALE – Molta apprensione iniziale, ma una conclusione a lieto fine. A pochi giorni dallo smarrimento della marca da bollo da 1.821 €, il legittimo proprietario ne è rientrato in possesso. Come avevamo supposto, si tratta di un avvocato, G. G., che giorno 1 ottobre, nei pressi del palazzo di Giustizia di Palermo, aveva smarrito la marca, di un certo valore, acquistata per versare il contributo unificato necessario per presentare un ricorso importante. Mentre si recava in Cancelleria, il tagliando gli era scivolato dalla carpetta. 

LEGGI ANCHE: 

Trova una marca da bollo da 1.821 euro e vuole restituirla, si cerca il proprietario

Una lunga giornata di apprensione, fin quando all’avvocato è giunta la notizia del ritrovamento, pubblicata su questa testata, e della volontà di Damiano Tranello di restituire il valore bollato. L’articolo aveva fatto il giro nell’ambiente degli avvocati palermitani, fino a giungere alle orecchie di G. G..

Ieri pomeriggio l’incontro dell’avvocato con il monrealese Damiano Tranello. A lui la ricompensa, promessa dall’avvocato, ma soprattutto la soddisfazione di avergli tolto una grande peso.

L’avvocato G. G., che ci ha chiesto di mantenere l’anonimato, ha inviato in redazione una lettera di ringraziamento, che pubblichiamo integralmente.

Carissimo Direttore,

nella giornata di oggi ho avuto il piacere di conoscere a Monreale Damiano Tranello, il gentilissimo signore che l’altro ieri ha ritrovato la marca da bollo (per i “tecnici” è un “contributo unificato”) smarrita nei pressi del Tribunale, del valore di 1821 euro, ed un suo amico, il signor Piero Faraci.

Damiano (mi permetto di chiamarlo così perché siamo diventati subito amici) non si è dimostrato soltanto molto serio e generoso, ma anche molto accorto e diligente nel lanciare un pubblico avviso per riconsegnare la marca da bollo al legittimo proprietario.

Anche Lei, Direttore, è stato molto accorto. Prima di riconoscermi quale legittimo proprietario e mettermi in contatto con Damiano, ha giustamente preteso che Le indicassi il numero identificativo del C.U.  (opportunamente nascosto nella fotografia pubblicata sul vostro sito internet).

 Fortunatamente, ne ero ancora in possesso perché la scansione del C.U. era stata firmata digitalmente e già depositata in cancelleria una settimana prima. 

I ritmi frenetici del nostro appassionante e spesso difficile lavoro possono portarti, come accaduto a me in questo caso, ad una momentanea distrazione proprio nei momenti in cui pensi di rilassarti, come quando si fa una cosa “meccanica”. E una cosa che tenevi gelosamente tra le mani per portarla in cancelleria, ti sfugge, e in un solo secondo (mi  sono accorto subito che mi era caduta), non riesci a ritrovarla. 

Immaginatevi che brutto quarto d’ora ho passato, poco dopo, mentre cercavo la piccolissima scheda gialla in piazza (e per me che non riconosco i colori era una impresa ancora più difficile!), aiutato da un Collega ed amico, che poco dopo è dovuto scappare a malincuore per presenziare ad una udienza.

Mentre cercavo il prezioso bottino, un altro Collega, che ringrazio infinitamente, mi ha visto un po’ trafelato e l’ho informato della mia disavventura.

È stato proprio lui che il giorno dopo, appena letto l’articolo, mi ha telefonato inviandomi il vostro indirizzo e-mail.  

È stata una disavventura, certo. Però sono altrettanto certo che nulla accada per caso. Proprio nulla. E che tutto è messo nelle mani di quel Qualcuno di cui parla spesso Papa Francesco.

Avevo smarrito un contributo unificato (e per uno che vorrebbe essere un perfezionista è stato un immenso bagno di umiltà), ma il fine (forse) era quello di incontrare alcune persone per bene, ed in particolare Damiano, che posso già definire amici.

Commenta la notizia

L'indirizzo email non verrà pubblicato.