Arcidiacono: “Russo in giunta? Nessun imbarazzo”. Venerdì a Monreale le telecamere di Massimo Giletti in cerca di Sandro Russo

Il sindaco di Monreale: “Russo non ha commesso alcun reato, sul licenziamento della CGIL a breve possibili sorprese”

MONREALEL’assessore comunale Sandro Russo, dopo alcuni mesi, è finito nuovamente sotto i riflettori del programma televisivo “Non è L’Arenadi LA7. Venerdì scorso le telecamere della redazione di Massimo Giletti erano giunte a Monreale per cercare Russo che, raggiunto telefonicamente, non aveva però voluto rilasciare alcuna intervista: “Ho presentato querela nei confronti della trasmissione” – aveva semplicemente replicato Russo alla giornalista.

L’assessore monrealese, come in tanti ricorderanno, a marzo scorso era stato licenziato dalla CGIL di Palermo presso la quale era impiegato, proprio in seguito al servizio di “Non è L’Arena”. Secondo le ricostruzioni del programma, il dipendente del CAF, nel mese di gennaio, ripreso dalla telecamera nascosta del giornalista, avrebbe spiegato al suo interlocutore come fare per ottenere, lui e la moglie, il reddito di cittadinanza.

Russo si era sempre difeso spiegando che l’interlocutore si era presentato come collega della CGIL, e che gli aveva esposto quali erano le falle della nuova norma sul reddito di cittadinanza. Non avrebbe quindi spiegato come eludere i paletti  imposti dalla normativa.

Venerdì scorso, a Monreale, le telecamere di LA7 avevano raccolto le opinioni di diversi cittadini (tutte positive), fino ad intervistare sull’argomento il primo cittadino.

Nello studio televisivo di “Non è L’Arena”, ieri sera, il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, leader del Movimento Cinque Stelle, aveva mostrato stupore sul consenso elettorale conseguito alle scorse amministrative monrealesi da Sandro Russo, ma anche sulla scelta del sindaco della città, Alberto Arcidiacono, di nominarlo assessore al patrimonio.

Alla giornalista di “Non è L’Arena”, che incalzava il sindaco sull’opportunità di avere inserito in giunta il consulente sospeso dalla CGIL, Arcidiacono aveva spiegato che non c’era stato nel caso di Russo un problema di incandidabilità.

“Potrebbero esserci sorprese – aggiunge ai nostri microfoni il sindaco –, andrei cauto sul licenziamento della CGIL (contro il quale Russo ha presentato ricorso, ndr), non si esclude a breve l’ipotesi di un suo reintegro”.

“Russo non ha commesso alcun reato, quello sul reddito di cittadinanza era ancora il testo di una norma in fieri”. Ma soprattutto, spiega Arcidiacono, “il suo interlocutore si era presentato come un collega, per cui Sandro stava facendo delle semplici considerazioni ad un collega sulle falle e sui punti da migliorare nel testo”.

Per Arcidiacono pertanto non ci sarebbe alcun motivo di imbarazzo nella  scelta di nominare Russo in giunta.

“Russo si è candidato alle consultazioni comunali sottoscrivendo un modello che poteva firmare proprio perché non aveva commesso alcun reato. Ha poi conseguito un riscontro elettorale notevole. Ed in seno ad un ragionamento nato per costituire la maggioranza, si è arrivati alla sua nomina assessoriale”.

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