La figura del sindacalista Turi Carnevali, ucciso dalla mafia, nel libro di Francesco Blandi “FRANCESCA SERIO”

Sabato prossimo, presso casa della Cultura Santa Caterina, l’associazione “Liberi di Lavorare” presenterà il libro

MONREALE – L’Associazione “Liberi di Lavorare”, presieduta da Biagio Cigno, sabato prossimo presso casa della Cultura Santa Caterina, presenterà il libro di Francesco Blandi “FRANCESCA SERIO”, madre del sindacalista Turi Carnevali, ucciso dalla mafia a Sciara nel lontano 16 maggio 1955. 

Inizialmente l’evento doveva svolgersi all’interno dell’Estate Monrealese poi spostato all’interno delle celebrazione della Notte Bianca UNESCO.

Turi Carnevali, sindacalista della CGIL, aveva fondato nel 1951 la sezione del PSI ed aveva organizzato la camera del Lavoro. Veniva considerato una testa calda secondo i canoni del quieto vivere dominante allora perché aveva osato difendere i diritti dei braccianti agricoli, organizzando l’occupazione simbolica dei terreni incolti e lottando anche per i diritti dei lavoratori della cava Lambertini per cui lavorava. Tre giorni prima di essere assassinato era riuscito a fare ottenere con un accordo sindacale le paghe arretrate dei compagni di lavoro ed il rispetto della giornata lavorativa di 8 ore.

La presentazione di questo libro, scritto con voce narrante della madre Francesca Serio che sin da subito accusò e denunciò i mandanti e gli assassini del figlio e lottò fino alla fine dei suoi giorni, è una testimonianza di memoria di una donna che lottando contro le consuetudini del tempo impegnò tutta la sua vita per il riconoscimento della verità.

Biagio Cigno non è nuovo a queste genere di presentazioni rievocative, ricordiamo brevemente “Portella della Ginestra Testimonianze” di Mario Calivà, “Sono nata Badalamenti” di Maria Badalamenti, “Placido Rizzotto” di Carmelo Botta e Francesca Lo Nigro ed il recentissimo le “Ricamatrici” di Ester Rizzo.

Fitto il programma di prossime presentazioni seguendo il percorso che “Liberi di Lavorare” si è prefissato e rivolto in particolar modo alle nuove generazioni che non hanno conosciuto questi avvenimenti ed anche a coloro che l’hanno vissuti ma li hanno seppelliti nel dimenticatoio dei ricordi.

1 Commento
  1. Antonino Milazzo scrive

    Il cognome esatto era Carnevale

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