“Insegno perché amo insegnare”. L’intervista alla dott.ssa Maria Francesca Giammona, dirigente dell’istituto comprensivo Francesca Morvillo di Monreale

Ho trovato una scuola che funzionava abbastanza bene e ho confermato lo staff della prof.ssa Beatrice Moneti

MONREALE “Insegno perché amo insegnare. Io non ho scelto di insegnare, è la professione che ha scelto me”. La dott.ssa Maria Francesca Giammona è da settembre dirigente dell’istituto comprensivo Francesca Morvillo di Monreale.

Anni 45, laureata in giurisprudenza e in scienze politiche, si è anche abilitata alla professione di avvocato, collaborando presso uno studio di diritto amministrativo.

Abilitatasi all’insegnamento nella scuola primaria, nel 1997, è stata docente di inglese all‘istituto comprensivo Boccadifalco – Tomasi di Lampedusa di Palermo, svolgendo anche le funzioni strumentali, occupandosi del coordinamento dei corsi PON, sviluppando progetti con l’Università.

Il suo curriculum vanta anche una lunga esperienza all’UNIPA. A partire dal 2011 ha guidato l’ufficio tirocinio, seguendo un elevato numero di docenti coordinatori e di studenti provenienti da Scienze della Formazione Primaria.

Per alcuni anni è stata anche consulente presso il Tribunale di Palermo come interprete e traduttore.

“Ho cercato di portare avanti le mie due passioni – spiega la prof.ssa Giammona -, quella per l’insegnamento e la formazione, e quella per la giurisprudenza. Mi ritengo più un insegnante che un avvocato, ma non nego che possedere le competenze giuridiche aiuti molto nella quotidianità. Il diritto non é sterile né al di fuori della realtà. Da 23 anni sono insegnante, ma la sfera giuridica mi aiuta a comprendere meglio il ruolo dell’insegnante, che deve essere maggiormente valorizzato”.

La Prof.ssa Giammona, dirigente alla prima esperienza, dovrà gestire un istituto frequentato da circa 850 alunni, distribuiti tra scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado.

“La sfida per una scuola moderna – spiega il capo d’istituto – è quella di sapere conciliare la tradizione con l’innovazione. Bisogna lavorare su 2 fronti. Da una parte fornire agli studenti i valori e le conoscenze di base, dall’altro renderli capaci di utilizzarle in chiave critica, in una realtà che cambia in continuazione”. 

Un ruolo fondamentale assume la scuola dell’infanzia nella futura formazione dei ragazzi. “Studi a carattere europeo hanno dimostrato che i bambini che frequentano assiduamente la scuola dell’infanzia raggiungono i migliori risultati per quanto riguarda l’apprendimento della lingua straniera, l’uso delle tecnologie, il futuro inserimento nel mondo del lavoro. Già da piccoli cominciano ad acquisire le loro micro competenze”.

“L’obiettivo principale che mi pongo – continua la dirigente – è quello di garantire il successo formativo dei ragazzi. Avere le basi necessarie per lavorare, ma soprattutto avere un sistema valoriale che oggi manca. E in questo è essenziale la collaborazione scuola-famiglia. I bambini sono piccoli adulti, i valori che imparano in questa fase non glieli darà più nessuno. Viviamo in una società liquida, manca troppo spesso il ruolo della famiglia, ma quando c’è bisogna valorizzarla”. E il primo giorno di scuola ha voluto incontrare i genitori: “La famiglia è la nostra alleata principale”.

Oggi il dirigente scolastico svolge un ruolo molto complesso e carico di responsabilità, con il rischio di trovare poco tempo da dedicare alla cura della didattica. “Il rischio c’è, gli impegni burocratici sono tanti. Ma non voglio trascurare la didattica e la progettazione che ne rappresenta il nucleo centrale”. 

Da affrontare vi è la situazione strutturale. “C’è carenza di aule. Delle 9 classi di scuola secondaria di primo grado, 8 si trovano presso il liceo artistico D’Aleo, ed una di queste si trova in un’aula molto piccola. Un’altra è ubicata al plesso Morvillo. Abbiamo bisogno di altre due classi, e ho già provveduto ad incontrare il sindaco per trovare una soluzione”.

Quali progetti pensa di attivare? “Il lavoro vero si fa in classe, i progetti servono se ben calibrati e attinenti al cuore del percorso formativo. Pochi ma ben strutturati, funzionali ad un percorso di progettazione al fine di raggiungere competenze”.

Vista la sua formazione giuridica la prof.ssa Giammona mostra un’attenzione particolare al tema della legalità. “Se mi può essere utile nella trasversalità delle discipline incentiverò un progetto sulla legalità. Guardi, i ragazzini non conoscono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Non hanno vissuto quei momenti tristi della nostra storia. Per ripristinare quei valori dobbiamo fargli vivere quella dimensione in modo diverso. Non in modo teorico, leggendone la storia o vedendone il film. Non capirebbero”.

“La scuola del progettificio non mi piace – dice chiaramente la dirigente -. Non amo fare troppi progetti. Ma certamente guardiamo alla lingua straniera, da insegnare già a partire dalla scuola dell’infanzia, così come all’informatica e alla tecnologia. Con lo staff stiamo facendo una valutazione su quali progetti avviare”.

A 15 giorni dal suo insediamento l’impressione sull’istituto Francesca Morvillo è molto buona.

“Ho confermato per tutto l’anno scolastico lo staff della prof.ssa Beatrice Moneti, (la dirigente del Veneziano che svolgeva il ruolo di reggente di questa scuola, ndr), che ringrazio per l’accoglienza e il passaggio di consegne. 

Ho trovato una scuola che funzionava abbastanza bene. Ho avuto fin da subito un’impressione positiva su tutti. Dal primo al secondo collaboratore, sul personale di segreteria, sul DSGA, sui docenti. Ho ricevuto un’accoglienza molto bella. Un buon leader non è un accentratore, bisogna delegare e creare un clima di fiducia e di collaborazione. Docenti, personale ATA, bidelli, svolgono tutti un ruolo fondamentale”.

Commenta la notizia

L'indirizzo email non verrà pubblicato.