Divorzio in casa Pd. Ma Davì, Giannetto e Russo restano fedeli ai dem

Ancora una volta è tempo di renziani e antirenziani. I tre assessori monrealesi non ripartono con Renzi

MONREALE – “Ho deciso di lasciare il Pd e di costruire insieme ad altri una Casa nuova per fare politica in modo diverso”. A poco meno di due settimana dal giuramento del governo, e quello di viceministri e sottosegretari, Matteo Renzi ha annunciato che intende lasciare il Pd, formando subito gruppi parlamentari separati, creando poi un nuovo movimento politico “Italia Viva”.

“Un po’ come quelle coppie che le provano tutte ma poi decidono di lasciarsi andare”. Con una metafora inizia l’intervista a TG2 l’ex presidente del consiglio. “Usciremo noi e rientreranno D’Alema e Bersani”.

Ancora una volta è tempo di renziani e antirenziani. La scissione del Pd a livello nazionale non può che avere ricadute anche a livello locale.

A Monreale il PD oggi non ha un segretario. L’ultimo, Manuela Quadrante, ha rassegnato le dimissioni poco dopo le elezioni amministrative, rimangono gli iscritti al partito. Tre dem fanno parte della giunta Arcidiacono, anche se, va precisato, designati da liste civiche e non come rappresentanti del Partito Democratico.

“Sono stato uno dei primi fondatori del Pd, non ho intenzione di lasciarlo. Non sono mai stato renziano”, dichiara ai nostri microfoni l’assessore Sandro Russo. “Non intendo lasciare il Pd”, fa eco la collega Rosanna Giannetto. Nessuna dichiarazione è stata rilasciata da Ignazio Davì, ma essendo un uomo dell’area dell’onorevole Giuseppe Lupo la sua posizione appare abbastanza chiara. Difatti Lupo ha manifestato il suo disappunto alla separazione del gruppo.

“Il nome della nostra nuova sfida si chiama Italia Viva”, dice Renzi arrivando a Porta a Porta, mentre alla Leopolda sarà presentato il simbolo. Le tre parole chiave: crescita, educazione e futuro. Ma ce n’è una ancora più importante ed è la parola doveri. Spiega Renzi nell’intervista al TG2. “Dopo sette anni di fuoco amico penso si debba prendere atto che i nostri valori, le nostre idee, i nostri sogni non possono essere tutti i giorni oggetto di litigi interni. La vittoria che abbiamo ottenuto in Parlamento contro il populismo e Salvini è stata importante per salvare l’Italia, ma non basta. Adesso si tratta di costruire una Casa giovane, innovativa, femminista, dove si lancino idee e proposte per l’Italia e per la nostra Europa. C’è uno spazio enorme per una politica diversa. Per una politica viva, fatta di passioni e di partecipazione. Questo spazio attende solo il nostro impegno”.

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