La Regione siciliana non ha i soldi per approvare il “collegato”. Musumeci: “La vicenda finanziaria non si può ascrivere a questo governo. Trent’anni di mala gestione”

“Il disavanzo finale è di 7 miliardi e 300 milioni, il frutto di circa trenta esercizi finanziari”

PALERMOLa Regione siciliana non ha i soldi per approvare il “collegato”. Almeno per ora e fino a che non si sarà fatta chiarezza. E’ questo in sintesi il contenuto della conferenza stampa del Presidente della Regione, Nello Musumeci, tenutasi questa mattina a Palazzo d’Orleans.
Un atto obbligato, dopo che, alla riapertura dei lavori dell’Ars, martedì scorso, il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè aveva avvertito l’Aula di voler chiedere lumi all’esecutivo in merito alla copertura del collegato, cioè quelle norme stralciate dalla finanziaria regionale e che dovevano già essere approvate prima delle vacanze estive. “Questa conferenza stampa non era prevista – ha detto Musumeci in apertura di riunione – ma ho letto notizie improntate al terrorismo psicologico e mi sono preoccupato. Credo che la politica debba essere improntata a un grande senso di responsabilità”.
Ieri, durante la seduta dell’Ars, l’opposizione aveva chiesto chiarimenti sulla situazione finanziaria dopo che il governo ha annunciato l’impossibilità di dare copertura a una legge di spesa.”Oggi il disavanzo finale della Regione siciliana è di 7 miliardi e 300 milioni – ha dichiarato il Governatore – il frutto di circa 30 esercizi finanziari. Abbiamo nominato un esperto per fare emergere i residui del passato non accertati e avviare con la Corte dei Conti un definitivo piano di risanamento dei conti della Regione, ma per farlo abbiamo bisogno di avere un quadro completo”.
Per la cronaca, dei 7,3 miliardi di euro di disavanzo definitivo, 6,286 miliardi sono stati già spalmati dalla Regione nei bilanci dei prossimi 30 anni. “Stiamo portando avanti una sorta di operazione verità, e man mano che la verità emerge qualcuno si occupa di minimizzare gettando il pallone dall’altra parte – ha proseguito Musumeci – Ma le responsabilità sono negli atti. La vicenda finanziaria non si può ascrivere a questo governo. Trent’anni di mala gestione in cui nessuno può dire non c’entro, riguarda tutti: centrodestra e centrosinistra”.
“La Corte dei conti – ha spiegato ancora Musumeci – ha chiesto la ricongiuntura dei capitoli di bilancio dall’inizio degli anni ’90. Oggi il disavanzo finale è di 7 miliardi e 300 milioni, il frutto di circa trenta esercizi finanziari. Con la delibera dell’8 agosto abbiamo risposto ai rilievi della Corte dei conti e abbiamo accertato un maggiore disavanzo di 400 milioni di euro. Principalmente sono debiti del settore sanitario”. Ora la Corte dei Conti dovrà approvare il rendiconto dello scorso anno e il debito potrebbe anche aumentare. Se così fosse la Regione dovrebbe valutare il blocco della spesa fino a fine anno.
Per il presidente della Regione tutto ruota attorno alla legge (dl 118 del 2011) sulla armonizzazione dei sistemi di tutti gli enti locali. “Se nel 2015 il governo avesse fatto una verifica dei residui oggi non saremmo in queste condizioni e se quel governo avesse fatto il proprio dovere noi oggi avremmo spalmato quel debito in tre decenni e non avremmo ulteriormente appesantito il bilancio della Regione”. Su quella che potrebbe essere l’inattività dell’Ars, in attesa di fare definitiva chiarezza sui conti della Regione, Musumeci non si è mostrato preoccupato anzi lancia un appello al Parlamento.
“Ci sono tante riforme proposte dal governo chiuse nei cassetti dell’Ars. Cosa si aspetta ad approvare la legge sui rifiuti? Si può fare in due settimane: perché si vuol tenere la Sicilia sotto la spada di Damocle? A chi serve dopo un anno non approvare questa legge? Per dire che il governo Musumeci non ha approvato la riforma o per garantire qualche posizione di rendita?”.
Il Governatore ha ricordato che sono fermi diversi ddl all’Ars: “Il ddl sui consorzi di bonifica che darebbe dignità ai lavoratori e serenità agli agricoltori; il riordino dell’istituto zooprofilattico, la riforma della polizia locale, gli interventi urgenti in materia di abusivismo lungo corsi d’acqua, la riforma dell’Ipab, il ddl sul tabagismo. L’opposizione invece di fare terrorismo cominci a fare gli interessi della Sicilia, accelerando la discussione di questi ddl. Inutile presentarne altri, aspettiamo che quelli proposti vengano approvati, poi ne depositeremo altri 3-4”.
 
Raffaella Pessina 

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