I «buttafuori dei boss», così cosa nostra controllava i locali della movida

Cosa nostra gestiva il servizio di sicurezza, imponendo anche un tariffario per ogni lavoratore impiegato

Imponevano i propri uomini a sorvegliare i locali della movida di Palermo e provincia. Così i buttafuori dei boss si occupavano del servizio di sicurezza nelle discoteche e nei club notturni. Questa mattina 11 persone sono finite in manette nell’ambito dell’operazione Octopus dei carabinieri. Tutti sono accusati a vario titolo di estorsione aggravata dal metodo mafioso.

In sostanza era cosa nostra che gestiva il servizio di sicurezza, imponendo anche un tariffario per ogni lavoratore impiegato. A fare scattare l’indagine è stato uno dei proprietari di un locale finito sotto il controllo della mafia. Il metodo utilizzato per l’imposizione dei buttafuori era quello consueto della mafia: minacce e intimidazioni.

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Andrea Catalano rappresenta il fulcro dell’organizzazione criminale e la persona che faceva da intermediario tra i titolari dei locali e cosa nostra e guai a non piegarsi al volere dei boss: “Scoppia la guerra mondiale, la terza guerra mondiale. Là sopra volano tutti dalle finestre. Capito?”, diceva Andrea Catalano, arrestato nel corso dell’operazione dei carabinieri Octopus, riferendosi all’organizzazione del Capodanno del 2016 a Città del mare, a Terrasini.

E in alcuni casi venivano tirati in ballo gli affetti per diventare più persuasivi: “Allora ti dico una cosa…tu hai due figli vero? Sono la tua vita vero è? I tuoi figli sono la tua vita. Il signore ci deve guardare i tuoi figli e i miei figli”, diceva ancora Catalano.

Tra intercettazioni ambientali e telefoniche i militari l’imposizione del personale è scattata ai gestori del Kioskito di Casteldaccia, del Reloj di via Pasquale Calvi, di Villa La Panoramica di via Ruffo di Calabria in occasione di un Capodanno e il Kalhesa di via Messina Marine.

In arresto sono finiti Massimo Mulè, 47 anni, Andrea Catalano, 52 anni, Giovanni Catalano, 44 anni, Vincenzo Di Grazia, 39 anni, Gaspare Ribaudo, 28 anni, Antonino Ribaudo, 52 anni, Cosimo Calì, 46 anni, Emanuele Cannata, 24 anni, Mario Giordano, 18 anni, Emanele Rughoo Tejo, 43 anni, Francesco Fazio, 22 anni.

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