Russo a Intravaia: “Non mi interessa la caciara di chi è sempre dalla parte del potere”

“L’esperienza amministrativa del sindaco Arcidiacono non è né può diventare un monocolore filopresidenziale”

MONREALE- “Ho letto con sincero divertimento (e non nascondo, con qualche punta di rabbia) l’articolo del coordinatore monrealese di Diventerà Bellissima. Il primo pensiero che mi è venuto in mente è: siamo in presenza dell’ultima edizione Paolini”. Inizia così la replica di Tonino Russo a Salvo Intravaia.

“Ovviamente, non parlo della nota casa editrice – continua- bensì dei seguaci del Paolinismo monrealese che ha come sommo vate, appunto, Gabriele Paolini, quello che allunga il collo in tv dietro i personaggi famosi. Ovviamente, non replicherò alla costruzione paoliniana. Del resto poco mi interessa la caciara di chi è sempre dalla parte del potere, unico parametro di scelta politica per cui è indifferente essere stati con Cuffaro, per poi passare con la coppia Lumia-Crocetta (di cui io sono stato fieramente oppositore), magari aver strizzato l’occhio a Renzi o Schifani, e ora trovarsi alla corte di Musumeci. Del resto – prosegue – sarebbe come rispondere a un fungo venuto fuori dopo le piogge settembrine, magari dopo una isterica telefonata di suggerimento. Eviterò pertanto il veleno del fungo e proverò a chiarire solo qualche concetto”.

“Andiamo con ordine. Per fortuna -dichiara – l’esperienza amministrativa del sindaco Arcidiacono non è né può diventare un monocolore filopresidenziale. Sarebbe sbagliato e dannoso. Il nostro comune ha bisogno di tutte le istituzioni a supporto a prescindere dal colore politico. Ed ha bisogno anche di quelle che stanno sopra la regione. Quando si lavorò per la candidatura Unesco di Monreale ebbi una buona collaborazione col sindaco di allora, Di Matteo. Con Filippo eravamo e rimaniamo su posizioni politiche diverse, ma la collaborazione in nome dell’interesse superiore della città fu determinante. Anche adesso deve operarsi così, in sinergia e con ogni istituzione. Altrimenti, a farne le spese è il paese tutto e soprattutto i cittadini più deboli, quelli che non hanno santi né in paradiso né in terra, quelli che non vinceranno mai un concorso nonostante i massimi voti nei titoli di studio. C’è un punto che su tutti va chiarito: nella maggioranza che sostiene Arcidiacono, anche in ragione della natura largamente civica ed eterogeneo, non ci possono essere alcuni che si credono padroni di casa ed altri, a loro avviso, ospiti. Ovviamente, a meno che non abbiamo capito male. Aggiungo che serve a poco forzare le mie parole e sostenere che io abbia attaccato l’amministrazione, magari per pretendere qualche vendetta trasversale che ricorda altri contesti ed altre stagioni. Io ho sempre messo e continuerò a mettere la mia faccia in quel che dico, senza aspettare gli ordini di qualcuno. Forse sarebbe stato più comodo – conclude – comportarsi diversamente, ma per me la dignità è valsa sempre più di ogni altra cosa”.

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