La morte del cane Ruth dopo le torture, al momento non ci sono indagati

E’ un giallo la morte della cagnolina Ruth a Partinico

PARTINICO – Resta al momento senza un responsabile la morte della cagnolina Ruth avvenuta a Partinico. Il caso, che ha fatto eco anche sulla stampa nazionale, di trasforma ora in un giallo.

La persona che inizialmente era stata accusata di essere responsabile delle torture e della morte della povera cagnolina ora si difende ribaltando completamente le accuse che gli sarebbero state rivolte da chi lo ha denunciato. I carabinieri hanno ascoltato sul caso delle brutali torture all’animale entrambe le versioni che sono diametralmente opposte.

Da un lato gli investigatori hanno ascoltato la versione dell’uomo che ha fotografato il contadino, a detta sua, alle prese con le presunte torture. L’anziano contadino, invece, ha negato tutto, ribaltando completamente il racconto, sostenendo di essere stato “incastrato” da chi ha scattato la foto a causa di alcuni dissapori legati ai confini di un lotto di terreno.

Saranno i carabinieri di Partinico a dover venire a capo adesso di questa intricata matassa. L’unica certezza è che il povero cane è morto dopo atroci sofferenze, dopo essere stato colpito  da un attrezzo da lavoro e dopo essere stato cosparso di benzina.

L’Ente nazionale protezione animali ha attivato il proprio ufficio legale dopo l’uccisione. In attesa che le indagini dei carabinieri di Partinico chiariscano i dettagli, Enpa chiede al governo di agire e fa sapere che chiederà di costituirsi parte civile in un procedimento penale a carico del pensionato. Sabato, alle 15.30, si terrà un corteo per le strade di Partinico, dove è avvenuto il triste episodio.

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