I lavoratori del Cidma rientrano a lavoro, ma resta il debito con l’Inps. Pascucci: “Il sindaco ci dica chi è il responsabile delle irregolarità”

“È paradossale che, in un Centro Internazionale sulla Legalità e Antimafia, si siano praticate per anni irregolarità previdenziali sui diritti dei lavoratori”

CORLEONE – Sembra che sia in arrivo un lieto fine per la vicenda degli 11 giovani che da tre anni si occupano delle visite guidate presso il Cidma, Centro Internazionale di Documentazione sulla Mafia e del Movimento Antimafia di Corleone. I ragazzi e le ragazze avevano chiesto certezze sul loro futuro lavorativo e, come spiegato in un articolo precedente, ci sono stati dei passi avanti.

Passi avanti a tal punto che anche il segretario Cgil Palermo, Calogero Guzzetta, e il segretario della Camera del Lavoro di Corleone, Cosimo Lo Sciuto, si sono detti soddisfatti dell’incontro. I lavoratori avranno un beneficio economico immediato con l’aumento del 50% delle provvigioni per i tour del sabato, della domenica e dei festivi. C’è stata, inoltre, un’apertura da parte dell’amministrazione su altre questioni relative alla costituzione di una graduatoria che tenga conto dell’esperienza lavorativa maturata, nonché alla tipologia dei contratti di lavoro.

Non altrettanto soddisfatto è invece Maurizio Pascucci, capogruppo d’opposizione in Consiglio comunale. Il sindaco, nonché presidente del Cidma, Nicolò Nicolosi, aveva parlato di un debito con l’Inps di circa 170.000 euro, risalente a quando le entrate non erano floride. “Grazie alla rottamazione – ha detto Nicolosi – il debito sarà estinto a rate, la prima di 19.000 è già stata pagata e ce ne sarà un’altra a novembre. È chiaro che queste uscite vanno considerate”.

“Ho provveduto a chiedere a fonti Inps – dice Pascucci – a cosa equivale una rottamazione pari a 170.000 euro. Mi è stato risposto che, approssimativamente, si tratta di un debito accertato pari a 220.000 euro. Quindi, caro sindaco e presidente del Cidma, potrebbe cortesemente spiegare ai cittadini in cosa consiste questo debito Inps? Ritiene necessario o superfluo indicare chi è il responsabile di tale irregolarità? Visto che nel 2018 l’incasso del Cidma è stato accertato a 80.000 euro, il debito Inps equivale ad oltre due anni di incasso. Quindi lo stato di crisi nei rapporti dei lavoratori è solo la punta dell’iceberg?”.

Pascucci si rivolge infine ai referenti dei Comitato scientifico: “Non pensate sia paradossale che, in un Centro Internazionale sulla Legalità e Antimafia, si siano praticate per anni irregolarità previdenziali sui diritti dei lavoratori?”.

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