Possibile ristrutturare residenza in zona agricola per tutti, la sentenza dl Tar

Anche in assenza di qualifica d’imprenditore agricolo, chiunque può ristrutturare, abitare e utilizzare una residenza in zona agricola

Ristrutturare, abitare e utilizzare una residenza in zona agricola, è possibile anche per chi non ha la qualifica d’imprenditore agricolo. Ma solo se la struttura è antecedente a gennaio 1977. A stabilirlo è il Tar Piemonte, con la sentenza 687/2019 che fa riferimento alla legge 10/1977.

Nella fattispecie l’oggetto della sentenza interessa un intervento di restauro e risanamento conservativo di un fabbricato in un comune dell’ambito metropolitano di Torino: l’ente locale aveva chiesto, per la ristrutturazione da parte di un acquirente privo della qualifica d’imprenditore agricolo, il rispetto degli adempimenti per la modifica della destinazione d’uso, e cioè il pagamento degli oneri di urbanizzazione.

Il Tar ha annullato la richiesta di pagamento degli oneri, precisando, con un  approfondimento valido su scala nazionale, che non vi è variazione di destinazione d’uso se una residenza anteriore al 1977 in zona rurale è oggi utilizzata da soggetti sprovvisti della qualità d’imprenditore agricolo, che quindi possono anche ristrutturare.

Solo per residenze rurali costruite dopo il gennaio 1977, l’utilizzo civile da parte di soggetti privi della qualità d’imprenditori agricoli può essere considerato una modifica di destinazione d’uso (con relativi oneri e divieti).

Anche il frazionamento tra i vari usi previsto dall’articolo 23-ter del Dpr 380/2001, che distingue la categoria residenziale da quella rurale, e l’articolo 32, comma 1, (sul permesso di costruire qualora si aumenti il carico urbanistico), non hanno rilevanza sugli interventi realizzati prima del gennaio 1977, soprattutto su quelli senza opere.

Occorre, infatti, precisare che con riferimento all’articolo 32, comma 1, il carico urbanistico di un’abitazione di tipo rurale è simile a quello di una civile: in tal senso si pone l’orientamento del Consiglio di Stato (sezione IV, 4 gennaio 1983, n. 4), che prende atto delle dimensioni della famiglia rurale, un tempo allargata in coabitazione, con la conseguenza che il concetto di carico urbanistico non può essere collegato al numero delle unità immobiliari o dei servizi presenti.

Il principio della sentenza del Tar Piemonte vale per i soli aspetti urbanistici, mentre non può essere utile a superare le distinzioni fiscali e catastali.

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