I giovani se ne vanno, gli anziani restano. Il 90% degli emigrati sono giovani, e 1/5 sono laureati

L’arcivescovo Michele Pennisi ha affrontato la questione durante la manifestazione “Le valigie di cartone” tenutasi oggi a Terrasini

TERRASINI – Si è tenuta oggi la manifestazione silenziosa dal titolo “Le valigie di cartone”, cui ha partecipato anche l’arcivescovo di Monreale Michele Pennisi. Il tema è proprio quello dell’emigrazione giovanile che affligge la Sicilia; mons. Pennisi ha esortato i giovani a fare il possibile per rimanere in Sicilia, facendo anche appello alle istituzioni pubbliche per una politica che favorisca la possibilità di studiare e lavorare in Sicilia.

Negli ultimi 16 anni, secondo il rapporto SVIMEZ, 1.8000.000 residenti hanno abbandonato la Sicilia, di cui il 90% sono giovani tra i 15 e i 35 anni, e 1/5 di loro sono laureati. La meglio gioventù, insomma, abbandona l’isola. Una notizia, questa, che dovrebbe fare molto più scalpore di quanto attualmente ne fa. Eppure siamo abituati, ormai, al fatto che i giovani se ne vadano.

Oltre all’impoverimento di risorse umane, per la Sicilia diventa anche uno sperpero di risorse economiche, se consideriamo la spesa sostenuta dal pubblico per consentire ad un giovane di laurearsi. Insomma, fondi che la Sicilia investe ma che sono senza ritorno.

Sostenere, attraverso le risorse inutilizzate dei fondi SIE, iniziative di auto imprenditorialità dei giovani, favorendo anche forme di accompagnamento costante durante il percorso di nascita e consolidamento di start up: questa la proposto avanzata alla Regione siciliana e agli enti pubblici. Favorire quindi il ricambio generazionale e lo sviluppo delle imprese agricole e prevalente o totale partecipazione giovanile attraverso il ricorso ai fondi comunitari disponibili, valorizzando anche il patrimonio forestale, boschivo e la produzione di prodotti tipici.

Le diocesi siciliane, attraverso il progetto Policoro, vorrebbero coinvolgere i soggetti del mondo cooperativo, le associazioni datoriali, i sindacati e gli enti pubblici in un’azione che punti a sostenere le iniziative di lavoro autonomo. Nei territori delle diocesi siciliane operano 26 animatori di comunità che incontrano altri giovani per progettare una strada alternativa all’emigrazione, proponendo percorsi di accompagnamento alla progettazione e allo sviluppo di idee imprenditoriali.

Insomma come sempre i buoni propositi non mancano, ma da soli non bastano a invertire una tendenza che, di questo passo, trasformerà la Sicilia in una casa di riposo per pensionati.

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