Investire sulla cultura conviene, da ogni euro speso ricavi per oltre due euro e mezzo

Negli ultimi tre anni il 36% delle imprese ha dichiarato di aver ripreso a fare investimenti in cultura

Investire sulla cultura conviene, e lo hanno capito anche le imprese. È quanto emerso dall’indagine condotta da RSM – MAKNO per Impresa Cultura Italia-Confcommercio resa pubblica lo scorso luglio a Perugia durante il convegno “Più cultura, più crescita”, organizzato dalla stessa Confcommercio e Impresa Cultura Italia-Confcommercio in collaborazione con Umbria Jazz.

“Cultura e spettacolo stimolano l’economia e creano ricchezza nel territorio: ogni euro spero nella gestione di un evento culturale genera effetti economici positivi per oltre due euro e mezzo“. Sono queste le parole che si leggono nel documento pubblicato. Durante la prima metà dell’ultimo decennio si era registrato un forte rallentamento negli investimenti sulla cultura, dato da attribuire realisticamente alla crisi che ha portato a drastici tagli delle spese e riorganizzazione dei costi.

Negli ultimi tre anni, invece, il 36% delle imprese ha dichiarato di aver ripreso a fare investimenti in cultura, a fronte del 9% che dichiara di averli interrotti. A prevalere per il momento sono interventi saltuari, ma oltre un terzo degli imprenditori hanno intenzione di intervenire in maniera più strutturata.

Le motivazioni, secondo quando riportato da RSM – MAKNO, sono molteplici: al primo posto il ritorno di immagine (19,4%), seguito dalla prosecuzione di attività tradizionali dell’azienda (17,2%), dalle strategie di marketing (13,3%), dal miglioramento delle relazioni con la comunità locale e col territorio (11,1%) e, infine, rappresenta una risposta positiva a richieste da parte di operatori culturali (10,5%).

“Il contributo economico è la forma prevalente di investimento da parte delle imprese che investono in cultura (per il 47%), ma il 21% fornisce anche servizi a dimostrazione della capacità di entrare nel merito dei contenuti e dell’organizzazione dell’evento/progetto culturale. Nel 20% dei casi l’investimento prevede un intervento che contempla più forme di supporto da parte dell’impresa e che comprende anche il contributo in competenze e la co-progettazione degli eventi”.

E i benefici? Innanzitutto la reputazione dell’impresa, che in questo modo migliora notevolmente la propria immagine. L’investimento in cultura protegge, inoltre, dai rischi di mercato e accresce la considerazione da parte di clienti e consumatori. Anche le strategie di comunicazione giovano notevolmente della partecipazione a eventi e iniziative culturali.

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