“Se questa domenica ci fossero le elezioni politiche, lei per quale partito voterebbe?”

L’attuale coalizione giallo-verde invece si attesterebbe al 54%. Una coalizione tra Lega, Forza Italia e Fratelli D’Italia, dove, infatti, la stessa registrerebbe il 50,4%.

“Se questa domenica ci fossero le elezioni politiche, lei per quale partito voterebbe?”

È questa la domanda posta a un campione di italiani nel corso del sondaggio pubblicato il 2 agosto, realizzato da Euromedia Research e commissionato da Euroweek News.

Il campionamento casuale, su scala nazionale, è stato realizzato tenendo conto della popolazione italiana maggiorenne secondo genere, età, livello di scolarità, area geografica di residenza, dimensione del comune di residenza.

Degli intervistati il 36% ha risposto che voterebbe per la Lega; l’8,1% per Forza Italia; il 6,1% per Fratelli d’Italia; il 20% per il PD; il 3,3% per +Europa; il 2,1% per altri di centrosinistra; il 18% per il M5S; il 2% per la sinistra; il 4,1% per altri.

Ma è il partito degli indecisi/astenuti che si conferma, ormai da qualche tempo, uno dei più grandi partiti: il 31% degli intervistati si dice indeciso o che non andrebbe a votare! 

Così, al netto del partito degli indecisi/astenuti, pur se la Lega si attesta come primo partito, da sola non avrebbe dove andare.

L’attuale coalizione giallo-verde invece si attesterebbe al 54%.

Fatto che probabilmente spiega come i due leader della coalizione giallo verde litighino in continuazione senza tuttavia rompere la corda e soprattutto trattando argomenti che identificano la base del proprio elettorato. 

Come a dire: siamo al governo per non mollare rispetto ai temi che ci identificano. 

Altro conto sarebbe una coalizione tra Lega, Forza Italia e Fratelli D’Italia, dove, infatti, la stessa registrerebbe il 50,4%.

Una coalizione di centrosinistra invece si attesterebbe al 27,4%.

In quest’ultimo caso emerge come la frammentazione e l’eterna litigiosità del centro sinistra non paghi.

Sempre al campione degli intervistati è stata posta la domanda: “Supponiamo che il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte decida di fondare un nuovo partito politico, lei sarebbe propenso a votarlo?”.

Il 2,3% ha risposto “certamente si”; il 6,2% ha risposto “probabilmente si”; il 21% ha risposto “probabilmente no”; il 42,4% “sicuramente no”; il 28,1% non sa/non risponde.

Così emerge un apprezzamento modesto per un premier “non politico di professione” e al tempo stesso una evidente minore popolarità dello stesso rispetto alla coalizione giallo-verde.

E allora chi potrebbe essere quel premier capace di portare, alla coalizione giallo-verde, 

valore aggiunto in termini di consensi ? 

Se il premier fosse il capo della Lega, il M5S come reagirebbe?

I fatti accaduti hanno palesato il malessere e i mal di pancia di esponenti pentastellati verso la Lega (e viceversa), fatti che probabilmente aiutano a immaginare i presupposti per scosse politiche all’interno del M5S.

Uno scenario che probabilmente potrebbe auspicare il centro destra ma che al tempo stesso non aiuterebbe la rincorsa del centro sinistra.

Ma si sa, alla fine, il popolo è sovrano.

Commenta la notizia

L'indirizzo email non verrà pubblicato.