Emergenza rifiuti, riforme da affrontare, collegati da approvare, ma Micciché chiude l’ARS per ferie

Lupo (PD): “Il Parlamento chiude in anticipo, ostaggio dell’inconcludenza e della tracotanza del governo e della maggioranza”. A serio rischio il finanziamento di 50 mila euro per il consolidamento del muro del Belvedere

PALERMO – Chiusura a sorpresa ieri all’Assemblea regionale siciliana dei lavori sia d’aula che di commissione, con i deputati che se ne vanno in ferie per un intero mese, nonostante le numerose emergenze che stringono la Sicilia in una morsa di disagi interminabili, dalla gestione dei rifiuti, alle riforme mai affrontate realmente, alla approvazione della pioggia di collegati che si susseguono da gennaio ad oggi.

La settimana parlamentare era cominciata bene, con la approvazione in Aula del cosiddetto secondo collegato, esitato dalla prima commissione, quella degli affari istituzionali. All’ordine del giorno era previsto ieri l’approdo del terzo ‘collegato’ uscito dalla commissione Cultura, formazione e lavoro, un documento con oltre 40 norme. Il presidente Gianfranco Miccichè ha poi convocato una conferenza dei capigruppo per decidere come proseguire i lavori. Conferenza conclusasi con la decisione del presidente di rinviare i lavori a settembre.

Il “rompete le righe” di Miccichè ha suscitato le proteste del Movimento Cinquestelle. “Tanto lavoro per nulla. Miccichè-Penelope disfà tutto quanto fatto nelle commissioni di merito dell’Ars, dimostrando il proprio fallimento e, visto che la maggioranza era sfilacciata e senza numeri, preferisce rifugiarsi sotto l’ombrellone per evitare il prevedibilissimo naufragio di gran parte delle norme e delle marchette inserite nel collegato alla Finanziaria della quinta commissione”.

In particolare Valentina Palmeri ha ricordato che in sospeso c’era l’ordine del giorno sulla ricapitalizzazione della società Airgest, che gestisce l’aeroporto di Birgi, ma anche quello per l’istituzione della commissione d’indagine sulle autorizzazioni impianti rifiuti ed energia”.

Anche il Partito Democratico critica l’operato della maggioranza: “Siamo di fronte all’esito di un disastro annunciato: il Parlamento chiude in anticipo perché ostaggio dell’inconcludenza e della tracotanza del governo e della maggioranza – ha detto Giuseppe Lupo, capogruppo del Pd all’Ars – Nella presunzione di approvare la finanziaria senza esercizio provvisorio, il governo Musumeci ha paralizzato il parlamento per i sei mesi successivi con una serie infinita di ‘collegati’. Una melina estenuante – aggiunge Lupo – portata avanti al solo scopo di non volere affrontare i veri nodi della Regione e le riforme che servono alla Sicilia, lasciando al palo le misure urgenti per il sostengo alle imprese, ai comuni ed ai servizi per i cittadini”.

Sfuma, almeno momentaneamente, il finanziamento di 50 mila euro per il consolidamento del muro del Belvedere, contenuto in un emendamento presentato dal capogruppo del Pd all’Ars, Giuseppe Lupo. L’emendamento, a suo tempo, venne inglobato nel maxi emendamento del governo Musumeci ad uno dei collegati alla legge finanziaria. Ora la preoccupazione è che l’emendamento non venga neanche preso in considerazione e il finanziamento cancellato poiché Miccichè ha dichiarato che i collegati sono stati “una follia” e che alla ripresa dei lavori si dovranno prendere dei provvedimenti. “Non possiamo riaprire il 2 settembre nelle stesse condizioni di adesso – ha aggiunto Micciché – si devono prendere le norme principali contenute nei vari ‘collegati’ attualmente all’esame del parlamento e inserirle in un unico testo’.

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