“Fatemi tornare” il detenuto evaso durante il festino si mette in contatto con la polizia. Si troverebbe in Spagna

Alessandro Cannizzo, 44 anni, aveva già scontato quattro anni di detenzione e gliene rimanevano altri due

PALERMO – Si è fatto vivo Alessandro Cannizzo, il 44 messinese, detenuto all’Ucciardone, evaso durante il Festino di Santa Rosalia. Cannizzo faceva parte del gruppo di detenuti che avevano lavorato al carro e che, durante la manifestazione, avevano il compito di trainarlo.

A un certo punto, durante la festa, disse che si allontanava per andare in bagno; da quel momento nessuna notizia, Cannizzo sparisce nel nulla. Fino ad oggi almeno. Sembrerebbe infatti che, tramite i suoi familiari, Cannizzo sia riuscito a mettersi in contatto con la questura di Messina. L’evaso si troverebbe a Barcellona, in Spagna, da dove però non avrebbe abbastanza soldi per tornare.

Non sono state date conferme ufficiali dagli investigatori, sulle cui indagini vige ancora il massimo riserbo. Tuttavia, stando alla storia giudiziaria di Cannizzo, non si direbbe essere un “pezzo grosso”; sembra quindi difficile che possa avere messo in atto un meccanismo di coperture internazionali per depistare le indagini.

Tanto più che il detenuto aveva già scontato più della metà della sua pena: si trovava in carcere per reati contro il patrimonio e, dopo quattro anni dietro le sbarre, gliene rimanevano ancora due. Un detenuto modello, dedito al volontariato in biblioteca e alle attività proposte da Lollo Franco, attore teatrale e direttore artistico del Festino.

Non è ancora chiaro come abbia fatto Cannizzo ad arrivare fino in Spagna, ma che si sarebbe fatto vivo per tornare a scontare la sua pena era una cosa che già si intuiva. “Posso dire di conoscere Cannizzo – spiegò lo stesso Lollo Franco – e probabilmente si costituirà presto in un altro carcere. Ritengo si sia trattato di un attimo di debolezza o forse di follia. Di una cosa sono sicuro: dietro a questo gesto non si celano comportamenti delinquenziali”.

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