Ricostruzione di un immobile non conforme: perdita delle agevolazioni? Non è detto

A stabilirlo è l’Agenzia delle Entrate, meritatamente al 10% dell’Iva per le ristrutturazione edilizie

MONREALE – La ricostruzione, non del tutto conforme, non implica necessariamente la perdita delle agevolazioni fiscali legate agli interventi di recupero del patrimonio edilizio. A stabilirlo è l’Agenzia delle Entrate, meritatamente al 10% dell’Iva per le ristrutturazione edilizie.

L’Agenzia, infatti, ritiene non pregiudizievole la realizzazione di un fabbricato con volumetria inferiore a quello demolito e la diversità della sagoma in assenza di vincoli dei beni culturali e di tipo ambientale. Dette precisazioni sono state rese note dall’Agenzia delle Entrate in risposta (210/2019) a una istanza d’interpello in materia di detrazione Irpef sulle spese sostenute per la riqualificazione energetica inserita nel contesto di una demolizione e ricostruzione di un edificio.

La risposta dell’Agenzia, inoltre, offre lo spunto per riprendere il tema degli interventi di restauro e risanamento conservativo (Lett. c Art. 3 DPR 380/2001); interventi di ristrutturazione edilizia (Lett. d, Art. 3 DPR 380/2001); interventi di restauro e risanamento conservativo (Lett. c, Art. 3 del DPR 380/2001).

S’intendono tali gli interventi edilizi volti alla conservazione dell’organismo edilizio e al tempo stesso ad assicurarne la funzionalità, nel rispetto degli elementi tipologici, formali e strutturali. Tali interventi (ripristino e rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, inserimento degli elementi accessori e degli impianti, eliminazione degli elementi estranei all’organismo edilizio) possono comportare il cambio di destinazione d’uso perché compatibili e conformi alle previsioni dello strumenti urbanistico generale e ai relativi piani attuativi.

Per interventi di ristrutturazione edilizia (Lett. 3 Art. 3 del DPR 380/2001) s’intendono gli interventi rivolti alla trasformazione mediante un insieme di opere capaci di modificare, parzialmente o in tutto, l’organismo edilizio. Sono compresi il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi e impianti. Sempre in tale ambito sono compresi la demolizione e la fedele ricostruzione (sagoma e volume) di un fabbricato, fatte salve le sole innovazioni in merito alla normativa antisismica e quelle rivolte al ripristino di parti eventualmente crollate o demolite.

Per gli immobili sottoposti ai vincoli di cui al D. Lgs. 42/2004, gli interventi di demolizione e ricostruzione e gli interventi di ripristino degli edifici crollati o demoliti costituiscono interventi di ristrutturazione edilizia nella misura in cui sia rispettata la sagoma originaria dell’edificio.

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