Palermo, donna dentro il cassonetto fruga tra i rifiuti

Ciò che non è più utilizzabile per alcuni è invece pasto o ricchezza per altri

PALERMO – I professionisti sono armati di bastoni a chiodo o a uncino, poi c’è anche (come il caso della signora nella foto) chi decide di andare a rovistare direttamente dentro il cassonetto dei rifiuti. Accade in via Montegrappa, strada del quartiere vicino al Policlinico, e l’episodio non è sfuggito ai passanti.

La donna era intenta a recuperare una grossa quantità di abiti usati da riutilizzare – o da commerciare in qualche mercatino, non è dato saperlo -. Di fatto negli ultimi anni non è raro vedere donne, uomini e a volte anche bambini che sperano di trarre qualche mezzo di sostentamento dal cassonetto della raccolta indifferenziata. È la cartina di tornasole della crisi che attanaglia la società.

Ciò che non è più utilizzabile per alcuni è invece pasto o ricchezza per altri. Il fenomeno ancora imperversa nelle strade ed è anzi cresciuto coinvolgendo sempre più poveri e meno abbienti, cittadini di diverse nazionalità o etnie, che con carrelli e lunghe aste uncinate raccolgono dai cassonetti tutto ciò che è ancora utilizzabile.

Secondo i dati diffusi dall’Istat l’anno scorso, nel 2017 si stimavano in povertà assoluta 1 milione e 778 mila famiglie residenti, cioè 5 milioni e 58 mila individui. L’incidenza di povertà assoluta è pari al 6,9% per le famiglie (in crescita dal 6,3% nel 2016) e all’8,4% per gli individui (dal 7,9%). Due decimi di punto della crescita rispetto al 2016 sia per le famiglie sia per gli individui si devono all’inflazione registrata nel 2017. Entrambi i valori sono i più alti della serie storica, che prende avvio dal 2005.

La Regione ha avviato il piano di contrasto alla povertà. Oltre un milione di euro sono destinati a Palermo e spendibili in interventi e servizi sociali di contrasto alla povertà. Sono stati trasferiti dalla Regione ai distretti socio sanitari 42 milioni del riparto delle risorse relativo all’annualità 2018, ed è stato avviato il piano per regionale per gli interventi e i servizi sociali di contrasto alla povertà. Tra le misure che saranno attivate per raggiungere gli obiettivi: presenza di un assistente sociale ogni 5 mila abitanti, tirocini finalizzati all’inclusione sociale, sostegno socio educativo domiciliare o territoriale, incluso il supporto nella gestione delle spese e del bilancio familiare, sostegno alla genitorialità e servizio di mediazione familiare e culturale, nonché il servizio di pronto intervento sociale.

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