Monreale, 32 o 21 euro a seduta? Quanto vale un consigliere comunale

Un ruolo impegnativo, che comporta rinunce professionali ed economiche, ma che per tanti dovrebbe essere svolto in maniera quasi del tutto gratuita

MONREALE – 32 o 21 euro a seduta? Per alcuni cittadini monrealesi sembra passare tra queste opzioni la corretta valutazione sull’idoneità dei nostri rappresentanti politici a stare seduti sugli scranni del consiglio comunale o delle commissioni consiliari. 

Un vespaio di polemiche ha riempito nei giorni scorsi i social, alimentando di conseguenza un feroce dibattito politico, intorno alla notizia dell’incremento dei gettoni di presenza dei consiglieri comunali, deliberato da loro stessi durante la seduta di mercoledì scorso. Come era prevedibile, aspre critiche sono esplose contro i consiglieri rei di avere ottemperato, come poi spiegato dal Presidente del consiglio comunale, ad un obbligo di legge, salvo riservarsi la possibilità in un secondo tempo di rinunciare a titolo personale all’aumento della propria indennità. 

Due giorni di tiro al piccione, o ai piccioni, cioè a quei consiglieri comunali ai quali solamente 2 mesi prima gli elettori monrealesi avevano espresso piena fiducia, conferendogli pieno mandato di rappresentanza per le difficile scelte che li avrebbero impegnati nei prossimi cinque anni per il bene della città. 

A questi 24 consiglieri la maggioranza dei cittadini (almeno di quelli che si sono recati alle urne) aveva riconosciuto le competenze necessarie per tirare fuori il paese da una situazione economica e sociale difficile, investendoli di un compito improbo, che comporta tanto impegno e dedizione, se non completa abnegazione. Un compito che per tanti, però, dovrebbe essere svolto in maniera quasi del tutto gratuita.

E poco importa dei sacrifici che un consigliere comunale, realmente impegnato a svolgere fino in fondo il proprio ruolo istituzionale, deve affrontare, e delle privazioni, professionali ed economiche, che è tenuto a sostenere.

21€ lordi a seduta corrispondono in alcuni casi a 5, 6 o 7 € l’ora per la presenza in aula o in commissione. Al netto per alcuni si tramuta in pochi euro, una indennità già di per sé risibile, un compenso assolutamente inadeguato a retribuire un amministratore per il lavoro che lo attende, che non si limita alla sola partecipazione alle sedute (le uniche conteggiate e quindi retribuite), ma che si sviluppa in riunioni di gruppo, in momenti di studio su ordini del giorno portati in aula e su progetti da presentare in commissione, ma anche nel continuo confronto con i cittadini del vasto territorio monrealese, nelle interlocuzioni con i responsabili degli uffici comunali per conoscere e affrontare al meglio le problematiche. Una serie di incombenze per le quali non viene riconosciuta alcuna remunerazione, ma che invece costituiscono il grosso del lavoro per un consigliere comunale.

400/500 € lordi al mese costituiscono una cifra realmente inadeguata, certamente, ma per difetto. Troppo esigua per chi prende sul serio il compito assegnato, così come, invece, anche il gettone di 21 € risulta eccessivo, se non un vero furto alla collettività, per quei rappresentanti politici abituati solo a riscaldare la sedia in aula e che non hanno mai dato alcun contributo alla crescita e allo sviluppo del paese, forse perché già soddisfatti di avere raggiunto l’agognato titolo di consigliere comunale, come fosse una semplice spilla da affiggere al petto e da mostrare con orgoglio, ma che non viene invece onorato.

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Quanti consiglieri, ma anche quanti assessori, delle passate legislature si sono realmente impegnati per dare un reale contributo al paese? E quanti invece hanno mostrato completa inettitudine al ruolo ricoperto? Quanti di loro sono rimasti dei perfetti sconosciuti per tanti cittadini monrealesi che con le loro tasse li hanno retribuiti? 

Sull’analisi del lavoro svolto e sui risultati procurati alla città è giusto che vengano accesi i riflettori da parte dei cittadini monrealesi che hanno pieno diritto di sapere in che modo i nostri consiglieri comunali danno valore al mandato elettorale che gli hanno conferito. Soltanto una valutazione molto approfondita potrà determinare se 400 o 500 € sono un riconoscimento eccessivo, adeguato o addirittura insufficiente.

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