Mafia a Borgetto, condannati Nicolò Salto, Giuseppe Giambrone e i rispettivi figli

I boss del paese erano già stati condannati per mafia nel 2001, nel 2011 e nel 2013. Condanne molto pesanti

BORGETTO – Quattro le condanne scattate a Borgetto contro i capi dei due clan e i rispettivi figli: Nicolò e Antonio Salto, rispettivamente 27 e 17 anni di reclusione, e Giuseppe e Francesco Giambrone, 24 e 16 anni di reclusione.

I boss del paese erano già stati condannati per mafia nel 2001, nel 2011 e nel 2013. La seconda sezione del Tribunale ha quindi applicato il meccanismo di continuazione con le sentenze precedenti, ovvero le pene riportate sono la sommatoria di quattro condanne.

Assolti invece gli altri sei imputati: David, Tommaso e Antonino Giambrone (rispettivamente nipote e altri due figli del boss), Francesco e Salvatore Petruso, padre e figlio imprenditori, e Antonio Frisina.

Nicolò Salto era rimasto ferito in un attacco che avvenne sotto casa sua nel 2009; le gravi condizioni non lo salvarono comunque dal carcere. L’episodio fu ricondotto alla guerra tra i clan Salto e Giambrone, che si contendevano la piazza di Borgetto.

Con la sentenza di ieri è stato riconosciuto il diritto al risarcimento del danno a una serie di parti civili, tra cui anche associazioni antiracket che hanno sostenuto i commercianti estorti.

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