Processo Apocalisse, condanne per oltre 5 secoli agli eredi dei Lo Piccolo (FOTO)

Girolamo Biondino, condannato a 13 anni e 8 mesi, fratello di Salvatore, arrestato con Totò Riina

Il processo Apocalisse segna il crollo dell’impero dei Lo Piccolo. Sono tutti colpevoli anche i boss considerati gli eredi dei Lo Piccolo, in testa Girolamo Biondino, condannato a 13 anni e 8 mesi, fratello di Salvatore, arrestato con Totò Riina, e Gregorio Palazzotto, che si vede confermare la pena più alta, 20 anni, il cugino Domenico Palazzotto e Tommaso Contino, divisi da dieci giorni soltanto nella condanna a 16 anni e 10 mesi.

Il Blitz Apocalisse segna, quindi, la fine della mafia palermitana targata Lo Piccolo. Erano rimasti 55 imputati del processo contro le cosche della zona di Tommaso Natale, Resuttana, San Lorenzo, celebrato col rito abbreviato e in Cassazione c’è un solo assolto. Si tratta di Davide Catalano.

La sentenza della sesta sezione della Suprema Corte cambia così molto poco, rispetto alla decisione emessa 14 mesi fa dal collegio presieduto da Gianfranco Garofalo.

Le indagini erano state coordinate dai pm Annamaria Picozzi, Amelia Luise, Dario Scaletta, Roberto Tartaglia e condotte da carabinieri, polizia e Guardia di Finanza. Intercettazioni, osservazioni, pedinamenti, riprese audio e video e la ribellione dei commercianti. La sentenza della Cassazione condanna gli imputati a pagare le spese legali e a risarcire i singoli e anche le associazioni.

Ecco le pene definitive: Epifano Aiello (8 anni e 8 mesi), Domenico Baglione (9 anni e 4 mesi), Giuseppe Battaglia (8 anni), Giovanni Beone (11 anni, 6 mesi e 10 giorni), Girolamo Biondino (13 anni e 8 mesi), Giuseppe Bonura (8 anni e 8 mesi), Giovanni Cacciatore (8 anni e 8 mesi), Francesco Caporrimo (8 anni), Marco Carollo (4 anni e 8 mesi), Antonino Ciaramitaro (6 anni), Gaetano Ciaramitaro (9 anni e 4 mesi), Davide Contino (un anno e 6 mesi), Tommaso Contino (16 anni, 10 mesi e 20 giorni), Francesco D’Alessandro (10 anni e 20 giorni), Salvatore D’Alessandro (8 anni e 10 mesi), Guido D’Angelo (9 anni e 10 mesi), Giuseppe Fabio Davì (8 anni e 4 mesi), Antonio Di Maggio (10 anni e 6 mesi), Nicolò Di Maio (14 anni e 2 mesi), Sandro Diele (14 anni e 8 mesi), Erasmo Enea (8 anni), Gioacchino Favaloro (10 anni e 4 mesi), Lorenzo Flauto (11 anni, 6 mesi e 20 giorni), Giuseppe Fricano (13 anni e 2 mesi), Vito Galatolo (15 anni e 6 mesi), Angelo Gallina (8 anni e otto mesi), Melchiorre Gennaro (1 anno e 4 mesi), Tommaso Bartolo Genovese (8 anni), Francesco Graziano (un anno), Roberto Graziano (9 anni e 4 mesi), Camillo Graziano (9 anni e 4 mesi), Vincenzo Graziano (annullata con rinvio la condanna a 10 anni), Silvio Guerrera (aveva avuto 6 anni e 6 mesi, ma per lui ci sarà un nuovo processo), Gioacchino Intravaia (8 anni), Paolo Lo Iacono (11 anni, 6 mesi e 20 giorni), Giuseppe Lombardo (1 anno e 8 mesi), Vincenzo Lucà (8 anni), Pietro Magrì (8 anni), Serafino Maranzano (2 anni e 4 mesi), Filippo Matassa (10 anni), Salvatore Mendola (8 anni e 8 mesi), Francesco Militano (8 anni e 8 mesi), Domenico Palazzotto (16 anni e 10 mesi), Gregorio Palazzotto (20 anni), Michele Pillitteri (9 anni e 8 mesi), Emilio Pizzurro (11 anni), Marcello Puccio (10 anni), Ignazio Romano (10 anni), Roberto Sardisco (9 anni e 10 mesi), Antonino Siragusa (8 anni e 8 mesi), Luigi Siragusa (10 anni e 4 mesi), Antonino Tarallo (9 anni e 4 mesi), Onofrio Terracchio (15 anni e 10 mesi), Aurelio Valguarnera (1 anni e 4 mesi), Calogero Ventimiglia (12 anni e 10 mesi), Giovanni Vitale (confermati i 4 anni e 10 mesi, ma sarà rivalutata l’entità della libertà vigilata).

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