Alluvione del 2018, in arrivo un miliardo e 700 milioni per le aziende agricole siciliane

Finanziamenti a Monreale, Bisacquino, Campofiorito, Camporeale, Chiusa Sclafani, Corleone, Partinico, Piana degli Albanesi, San Cipirello, San Giuseppe Jato

MONREALE – Un miliardo e 700 milioni per riparare i danni alle aziende agricole della Sicilia colpite dagli eventi calamitosi dell’autunno del 2018. Una declaratoria che darà respiro alle realtà danneggiate. La somma verrà prelevata dal fondo di solidarietà nazionale, ripartita tra le nove province interessate dalle calamità naturali verificatesi tra ottobre e novembre.

Nel palermitano le piogge alluvionali, dal 31 ottobre al 4 novembre 2018, oltre a fare perdere la vita a 10 persone, causarono danni alle produzioni e alle strutture aziendali e agli impianti produttivi. I fondi in arrivo, verranno distribuiti ai comuni di Alia, Alimena, Altavilla, la Milicia, Bagheria, Baucina, Bisacquino, Blufi, Bolognetta, Bompietro, Caccamo, Caltavuturo, Campofelice di Fitalia, Campofelice di Roccella, Campofiorito, Camporeale, Casteldaccia, Castellana Sicula, Castronovo di Sicilia, Cefalà Diana, Chiusa Sclafani, Ciminna, Contessa Entellina, Corleone, Ficarazzi, Gangi, Geraci Siculo, Giuliana, Godrano, Lercara Friddi, Marineo, Mezzojuso, Misilmeri, Monreale, Palazzo Adriano, Partinico, Petralia Soprana, Petralia Sottana, Piana degli Albanesi, Polizzi Generosa, Prizzi, Roccamena, Roccapalumba, San Cipirello, San Giuseppe Jato, Santa Cristina Gela, Sciara, Scillato, Sclafani Bagni, Valledolmo, Ventimiglia di Sicilia, Vicari, Villafrati.

Una vicenda che ha colpito gravemente il sistema agricolo. Nello specifico, la somma verrà suddivisa in 800 milioni di euro per l’anno 2019, altri 900 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020 e 2021, al fine di permettere l’immediato avvio e la realizzazione nell’arco del triennio 2019 – 2021 degli investimenti strutturali e infrastrutturali. Finalizzati esclusivamente alla mitigazione del rischio idraulico e idrogeologico, nonché all’aumento del livello di resilienza delle strutture e infrastrutture individuate dai rispettivi commissari delegati.

Sono risorse fondamentali per fare ripartite un settore, come quello agricolo, indebolito dai cambiamenti climatici.

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