Tagli ai vitalizi, è scontro tra M5S e Miccichè. A rischio un finanziamento di 70 mln di euro

Se la Regione non si adeguerà alla rimodulazione i siciliani rischiano di perdere un ingente finanziamento

Palermo, 4 maggio 2019 – I vitalizi degli ex deputati all’Assemblea regionale siciliana sono terreno di scontro tra il Movimento Cinquestelle e il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè di Forza Italia. Come è noto Roma ha stabilito la rimodulazione e la Regione deve adeguarsi, pena il mancato trasferimento di una cifra che può arrivare fino a 70 milioni di euro.

Una specie di multa che penalizzerebbe le già disastrate casse regionali. Quando si era presentato il problema di dover decidere la rimodulazione degli assegni dei ex deputati che percepiscono il vitalizio, il presidente della Regione Nello Musumeci aveva dichiarato che la competenza ricadeva sul Parlamento e che a lui demandava la decisione.

Il presidente dell’Assemblea regionale, di conseguenza, aveva istituito una apposita commissione composta dai deputati regionali che avrebbe dovuto stabilire i termini della revisione. Ad oggi le bocce sono ferme perché, come dichiarato da Giancarlo Cancelleri e Jose Marano del Movimento Cinquestelle, “la commissione non ha nemmeno nominato il presidente e la rimodulazione degli assegni doveva avvenire entro il 30 maggio”.

I due deputati hanno detto che Miccichè non ha più scuse, la campagna elettorale è finita ed hanno annunciato di avere depositato un disegno di legge che recepisce pienamente lo schema comune del testo di legge attuativo approvato in sede di conferenza Stato-Regioni lo scorso 3 aprile.

“Benché Miccichè prenda tempo – affermano Giancarlo Cancelleri e Jose Marano, i due deputati che sono anche componenti della commissione speciale che dovrà decidere la sorte degli assegni degli ex deputati – per eliminare ogni alibi noi abbiamo presentato una dettagliatissima proposta all’Ars. I partiti invece continuano a dormire e a cercare di scaraventare la palla in tribuna, facendoci correre il rischio di incorrere nei pesantissimi tagli previsti dalla legge di stabilità nazionale sotto forma di riduzione dei trasferimenti statali, che ai siciliani potrebbero costare la bellezza di milioni di euro e tagli e cancellazioni di servizi anche essenziali”.

In merito alla vicenda il Trentino Alto Adige aveva presentato una eccezione di incostituzionalità, ma che è stata rigettata peraltro dalla Consulta. “Non regge nemmeno – continuano i due deputati – la scusa che si vogliono affamare i percettori dei vitalizi, visto che, come contemplato dal nostro ddl, l’assegno minimo previsto è il doppio del trattamento minimo dell’Inps, e cioè 1026 euro più una percentuale da stabilire in funzione della differenza tra l’assegno percepito attualmente e quello definito in seguito alla rimodulazione”.

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