Espulsione Paul. Biagio Conte e 1000 migranti e italiani in sciopero della fame

Niente espulsione per il ghanese, il Tar accoglie sospensiva

Palermo, 14 maggio 2019 – Sono tutti uniti con Paul, è un via vai in piazzetta Beato Padre Pino Puglisi a Palermo. Un susseguirsi di persone, di diversa razza, fanno visita a Biagio Conte da quindici giorni in sciopero della fame per scongiurare l’espulsione di Paul. Il migrante da 17 anni in Italia rischia di dover tornare nel Ghana per effetto del decreto Salvini. Oggi al digiuno del missionario e di Paul si sono uniti gli oltre 1000 migranti e italiani ospitati dalla sua “Missione Speranza e Carità”.

Il Tar ha sospeso oggi il rigetto della richiesta di permesso di soggiorno dell’idraulico arrivato in città dieci anni fa, annullando di fatto il decreto di espulsione dall’Italia. Il ricorso è stato depositato dall’avvocato Giorgio Bisagna. Il tribunale amministrativo ha riconosciuto il pericolo di “un grave danno” per il nigeriano, nel caso di rimpatrio forzato.

Paul Yaw non aveva ottenuto il rinnovo del permesso di soggiorno per motivi di lavoro ed era stato raggiunto nelle scorse settimane da un decreto di espulsione con l’obbligo di firma quotidiana al commissariato di Brancaccio. “Il digiuno come protesta – dice Biagio Conte -accanto al martirio di padre Puglisi, dove lo hanno ucciso, perché ancora oggi si vuole togliere la vita all’umanità. Preferisco il martirio ma non le ingiustizie”.

Da qualche giorno, il missionario al digiuno aveva aggiunto le catene. Ma chi è Paul? Un “mastro idraulico”, lo definisce Biagio Conte. Un uomo che da oltre 10 anni vive nella Missione ed ha imparato un mestiere, messo gratuitamente a disposizione delle famiglie del quartiere. “È un’ingiustizia, sono persone accolte, aiutate che rinascono a vita nuova. A cui abbiamo dato dignità, coraggio e speranza”. Una speranza che oggi gli vuole essere tolta.

                                          

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