Portella della Ginestra, 1 maggio 2019. “Un popolo che perde la memoria perde il domani”

72esima commemorazione dell’eccidio degli 11 lavoratori riuniti per celebrare la festa dei lavoratori.

Portella della Ginestra, 1 maggio 2019 – Si è svolta oggi, 1° maggio 2019, a Portella della Ginestra, la 72esima commemorazione dell’eccidio degli 11 lavoratori che si erano riuniti in quella località per celebrare la festa dei lavoratori. Emanuele Macaluso, sindacalista, con tanta commozione ricorda i suoi anni di lotta per garantire i diritti dei lavoratori: “Ho fatto tante esperienze all’interno del partito, per tantissimi anni, ma la mia nascita come persona avviene  qui. Per questo io a 95 anni voglio tornare qui a parlare della questione sociale, che è alla base della nascita della sinistra. La questione sociale non può essere messa da parte dai governi. 

Oggi la forza organizzata del mondo del lavoro è solo il sindacato che ha la responsabilità sociale e politica. Il sindacato può procedere per contrastare processi politici vergognosi.

Il nostro popolo non può perdere la memoria, perché un popolo che perde la memoria perde il  domani. Ricordiamo i migranti siciliani che spostandosi in Europa venivano ghettizzati ed esclusi dalla società e non facciamo gli stessi errori commessi dagli altri Paesi, nei confronti di quelle persone che ogni giorno scappano da una guerra per trovare una vita migliore.

Questa ricorrenza serve per dire che la lotta e la morte di quelle 11 persone non è stata vana, noi continueremo a portare avanti quegli ideali per fare un’Italia e una Sicilia migliore.”

Secondo Gianna Francassi, vice segretaria nazionale della CGIL “la commemorazione di Portella della Ginestra in questi anni non è cambiata. Quei lavoratori che erano lì sono morti perché chiedevano maggiore giustizia sociale, erano gli ultimi e gli oppressi, oggi le cose non sono molto diverse, c’è bisogno di maggiore equità, e tornare in questo luogo laicamente Sacro serve proprio per fare memoria e costruire un pezzo di identità collettiva. Oggi più che mai il sindacato ha bisogno di esistere proprio per tutelare coloro che vengono sfruttati perché senza diritti.”

Enzo Campo, nella sua militanza all’interno del partito riesce a sentirsi sia un uomo di sinistra sia un lavoratore e progressista.

Ma oggigiorno il  sindacato ha una nuova minaccia da affrontare. Il lavoro e il lavoratore vengono visti come una merce, questo riduce l’uomo a un oggetto e la competizione fa svendere ogni lavoratore al miglior offerente, ma facendo questo si perde la propria libertà. Per riequilibrare lo stato del lavoratore servirebbe un nuovo umanesimo.

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