Monreale. Parco giochi della villa, Fontana del Tritone, Hotel Savoia affidati … all’incuria

Nell’attesa di uno spazio dedicato, i giovani continuano a giocare tra la piazza e Villa Savoia, trasformati in campetto di calcio

Monreale, 16 aprile 2019 – Una palla all’interno della Fontana del Tritone, in pieno centro, dinanzi al municipio, in attesa di essere rimossa da giorni. È forse questa l’immagine che più di ogni altra trasmette l’idea della cura riposta sulla “Cosa pubblica”.

Un plauso va di certo per quello che si riesce a realizzare. Ma se costruisci un castello e poi lo abbandoni al suo destino hai solo sprecato tempo, maestranze, mattoni e arredi.

Quando uno spazio come il parco giochi in villa comunale è lasciato soltanto nelle “mani” dell’incuria, senza una costante manutenzione, ma soprattutto non vi è una adeguata sorveglianza, allora meglio non averlo mai realizzato. E non nascondiamoci dietro la solita scusa che è colpa della cattiva educazione che certi genitori impartiscono ai figli. Di certo non è solo la vandalizzazione delle giostre che ha reso lo spazio un luogo poco ospitabile.

Per garantire la salvaguardia del parco giochi, visto che in villa comunale non è possibile, forse sarebbe stato più giusto realizzarlo nei plessi scolastici, nel rispetto dei requisiti. La donazione del Gal Terre Normanne di certo sarebbe stata sfruttata come meritava e soprattutto le giostrine sarebbero durate nel tempo. È sotto gli occhi di tutti la condizione in cui si trova il parco giochi, sappiamo anche che la causa della quasi totale devastazione è da ascriversi ad un gruppo di ragazzini, a cui alla fin fine non gli si può dare tutta la colpa. Un maggiore controllo avrebbe potuto limitare i danni, ma il danno maggiore è non aver dato ai giovani alternative.

Guardare il Savoia fa cadere nella tristezza più assoluta. Da prestigioso e storico Hotel è stato trasformato dai bambini in campetto di calcio, dove i pericoli sono tanti. Un edificio di proprietà del comune di Monreale, lasciato al degrado senza nessun tipo di controllo. Ogni giorno i giovani che lo frequentano rischiano di farsi male. E se dovesse accadere chi risponderebbe di eventuali danni alle persone? Neanche la Polizia municipale riesce a gestire l’ormai regolarità con cui quello spazio viene utilizzato per qualsiasi attività di svago.

Mi chiedo come sia possibile che un edificio con una storia alle spalle, nulla da invidiare ai tanti altri edifici della fine dell’800, debba versare in un tale stato di degrado? Basta fare uno più uno, il parco giochi, il Savoia, ambedue luoghi utilizzati da una giovane generazione che sta crescendo senza avere a loro disposizione spazi, strutture, centri di aggregazione, motivazioni e stimoli ed il risultato é ciò che abbiamo tutti davanti agli occhi.

Ed allora che senso ha urlare quello che si é fatto se poi viene lasciato nella più totale disattenzione? Perché gridare che si è pedonalizzata piazza Guglielmo II (imposta dall’Unesco), quando piazza Vittorio Emanuele (altrettanto importante) è un continuo groviglio di macchine ammassate? Una piazza dove sorge il palazzo di città, dove si affaccia l’ingresso del Duomo vanto della nostra comunità e con una fontana del 1881 realizzata dallo scultore palermitano Mario Rutelli.

Nella fontana da giorni un pallone di plastica galleggia e da settimane, se non da mesi, l’acqua è di un colore giallastro. Ditemi cosa serve gridare? Forse sarebbe il caso di abbassare i toni e con umiltà ammettere le cose non fatte e quello di cui non si ha avuto cura e attenzione.

Un sindaco, un assessore, un consigliere, che giornalmente passano da quella piazza, in questi giorni teatro di accuse, rimproveri, vanti e promesse, non hanno provveduto a far togliere quel semplice pallone. A mio opinabile parere questa è la rappresentazione di una amministrazione disattenta.

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