Caputo: “Monreale si è fermata al 2004. Conosciamo i problemi ma sappiamo come risolverli”

Tassisti, commercianti, ausiliari del traffico, dissesto, Unesco, degrado. Il comizio di Caputo un duro attacco a Capizzi

Monreale, 7 aprile 2019 – “Questo comizio è un dialogo aperto con la città, per la rinascita della città”. Con queste parole il consigliere comunale Giuseppe Guzzo ha aperto ieri pomeriggio il comizio di Salvino Caputo, candidato sindaco del comune di Monreale.

Con lui sul palco anche Sebastiano Raciti, dirigente di Fratelli d’Italia, gli assessori designati, Mario Milone, Filippo Di Fazio, Serena De Razza, e il consigliere comunale Antonella Giuliano.

“Guardandovi numerosi ricordo il primo comizio del 1994 che mi incoronò sindaco di Monreale. Ricordo che quelli furono gli anni migliori di Monreale”. Ha cominciato così Salvino Caputo il suo duro attacco all’attuale amministrazione e alle inefficienze del comune.

In prima fila, tra gli ascoltatori, alcuni portatori di handicap, ai quali si è rivolto con riferimento alla presenza delle barriere architettoniche che limitano in paese la mobilità per i disabili.

“Il sindaco ha fallito e non merita di essere rieletto. Sindaco, hai privato queste persone di vivere la loro città”.

Un riferimento anche al mancato parcheggio che avrebbe permesso una viabilità ordinata con piazze chiuse. “Abbiamo pagato 1.250.000 di penale per un parcheggio non realizzato a causa dell’egoismo di qualcuno. Ma abbiamo già parlato e trovato la disponibilità di imprenditori e operatori economici per creare un parcheggio comunale”. 

Un riferimento anche agli ausiliari del traffico in attesa di essere richiamati dalla società che gestisce le aree di sosta del comune: “Dal 29 aprile potrà fare le valigie. Non possiamo vedere lavorare i palermitani a Monreale, mentre i nostri concittadini stanno a passeggiare. Daremo loro dignità”.

Un passaggio è stato rivolto anche al disagio lamentato dai tassisti monrealesi nei confronti della concorrenza dei colleghi palermitani. “Da domani prima verranno i tassisti di Monreale e poi gli altri”.

Quindi un attacco alla politica fiscale di Capizzi: “Da sindaco non avrei aumentato del 20% la tassa sul suolo pubblico, ma avrei trovato il modo per consentire dei risparmi per agevolare i commercianti che vivono la crisi, e che a causa della maggiore pressione fiscale devono licenziare invece di assumere”. Sempre rivolto ai commercianti: “Non vi sarà alcuna chiusura delle strade, né una ZTL senza prima realizzare il nuovo parcheggio comunale”.

“Da sindaco non avrei permesso il degrado di questa città. Strade rotte, rifiuti, marciapiedi non percorribili. L’attuale sindaco di Monreale è una persona inadeguata a guidare la città. Serve un sindaco presente, appassionato, che stia più nel palazzo comunale che in altri posti. Che non eviti i cittadini ma che li ascolti, entri nelle loro case per vedere i disagi e trovare rimedi”.

Sul tema dei finanziamenti pubblici Caputo ha sottolineato come “tutti i comuni dell’isola ottengono finanziamenti per l’illuminazione. A Monreale non c’è programmazione, non ci sono progetti, non c’è amore per la città”.

Ripreso poi il tema dell’area sportiva mai realizzata ad Aquino nonostante il contributo milionario arrivato grazie all’intervento dell’allora presidente del Senato Renato Schifani: “Chiederò al Senato di nominare una commissione d’inchiesta per capire perché Monreale è stata privata di una moderna struttura”

Caputo ha poi replicato il ricordo della Monreale che aveva lasciato nel 2004, sotto la sua guida. “Monreale si è fermata al 2004. Sono passati 15 anni. L’ultima scuola costruita nel 2004, così la palestra comunale, le case popolari, le strade asfaltate. Il complesso monumentale, i grandi eventi portano un nome e un periodo. Da quindici anni l’orologio della città si è fermato per colpa di chi ha guidato la città dopo di me”.

Quindi rivolto al sindaco uscente, del quale non ha mai pronunciato il nome: “Sindaco non hai fatto crescere la città, e ora ti ricandidi. Io al posto tuo mi sarei ritirato e avrei lasciato spazio ad altri”.

No poteva mancare il riferimento alle politiche turistiche adottate dall’amministrazione. 

“L’Unesco è solo una targa. Monreale è rimasta lontana da quei finanziamenti che sono arrivati a Palermo e a Cefalù. Accogliamo i turisti attraverso Via Torres, nel degrado, tra i rifiuti. Non abbiamo i gabinetti pubblici. Il complesso monumentale chiuso quasi tutto l’anno. Circa 400 € incassati in un anno. Porteremo grandi mostre e grandi eventi. A Monreale porteremo la grande cultura”.

Infine il forte legame con le istituzionali regionali e nazionali, presentato come lo strumento necessario per entrare nei palazzi che contano. 

“Il dissesto non è un problema. Per molti è stato un alibi per non fare nulla. Il Professore Gaetano Armao, vicepresidente della regione siciliana, mi ha detto che non ha mai visto il sindaco di Monreale presentarsi da lui per chiedere aiuto o soluzioni, quando invece la regione sta aiutando altri comuni per uscire dal dissesto. Quello di Monreale non si è mai visto”.

 “Conosciamo i problemi ma sappiamo come risolverli. Con noi c’è il governo della regione, che ha dimostrato la sua vicinanza alla mia candidatura, finalizzata a risolvere i problemi della città. Da amministratori entreremo dalla porta principale”.

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