Le cariche di consigliere comunale e assessore rimangono compatibili. Salta anche la quota rosa del 40% nelle giunte. Governo Musumeci battuto dal M5S

Lupo (PD): “Un passo indietro sul terreno della presenza delle donne nelle istituzioni”. Miccichè: “Una brutta pagina quella scritta oggi”

Palermo, 28 marzo 2019 – La debolezza della maggioranza ha fatto andare sotto il Governo Musumeci, battuto in Aula ieri pomeriggio sulla norma che prevedeva l’incompatibilità tra la carica di consigliere comunale e quella di assessore nelle giunte comunali. La misura è stata bocciata da un emendamento soppressivo del M5s, passato con 26 voti a favore e 16 contrari, con voto segreto.

Il Governo, è andato sotto grazie al voto segreto che ha permesso ai franchi tiratori di agire indisturbati. Un voto che, lo ricordiamo, sopravvive solo ormai in Sicilia.

Più volte Musumeci ha auspicato la soppressione di questa pratica, ma l’istituto del voto segreto continua ad essere utilizzato dal Parlamento siciliano.

L’emendamento ha fatto saltare anche l’obbligo di garantire il 40 per cento di presenza delle donne nelle giunte comunali.

Deluso Claudio Fava che ha dichiarato che “È stata così affossata una norma di civiltà politica e di buon senso, peraltro già prevista dalla legge nazionale. Un’altra occasione perduta per la Sicilia grazie a un accordo trasversale fra destra e una parte dell’opposizione, talmente imbarazzante da dover ricorrere al voto segreto”. Deluso il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè: “Una brutta pagina quella scritta oggi: un emendamento dei 5 Stelle ha proibito la rappresentanza delle donne nelle giunte comunali”.

L’articolo 1 del ddl soppresso prevedeva, infatti che “nei comuni con popolazione fino a 15.000 abitanti, la giunta fosse composta in modo da garantire la rappresentanza di entrambi i generi. Nei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, la giunta è composta in modo da garantire almeno il 40 per cento della rappresentanza di genere”.

Di codardo escamotage ha parlato Marianna Caronia: “C’è chi pensa, ma non ha il coraggio di dire pubblicamente, che le donne in politica devono avere una posizione residuale e soprattutto non devono sedere nei luoghi di governo – ha detto Caronia – Ma questa è una battaglia di civiltà che non può certamente fermarsi e per questo ho annunciato che presenterò una proposta di legge di iniziativa popolare, per inserire la doppia preferenza di genere e la quota minima del 40% della presenza di genere nelle giunte comunali”.

Contrario il Partito democratico: “La bocciatura dell’articolo del ddl sugli enti locali che conteneva la norma sulla rappresentanza di genere nelle giunte comunali, è grave e segna un passo indietro sul terreno della presenza delle donne nelle istituzioni – ha detto il capogruppo del Pd all’Ars Giuseppe Lupo – Il Pd presenterà un disegno di legge che prevede di migliorare la presenza di genere nelle giunte comunali, nella giunta regionale e la presenza di genere in ogni organismo di rappresentanza di enti o istituzioni regionali”.

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