“Dal Marocco alla Cina”. Incontro sull’influenza islamica in Sicilia

Si è tenuto questa mattina il secondo appuntamento della stagione culturale 2019

Monreale, 27 marzo 2019 – Si è tenuto questa mattina, nella Sala Pietro Novelli del Complesso Monumentale Guglielmo II, il secondo appuntamento della stagione culturale 2019, promossa dall’Istituto di Istruzione Superiore Basile – D’Aleo, dal MAM e supportata dal Comune di Monreale.

Alla conferenza di questa mattina erano presenti la professoressa Mimma Ferraro, organizzatrice dell’evento, la professoressa Anna Capri, presidente dell’associazione Archeoclub, il relatore professor Paolo Valentini, l’antropologo Carlo Di Franco, l’architetto Gaetano Corselli D’Ondes, la preside Concetta Giannino e gli assessori Giuseppe Cangemi e Serena Potenza.

Ha introdotto la sessione la professoressa Capri, ribadendo la missione dell’associazione Archeoclub: “Il nostro compito è quello di avvicinare i giovani alla conoscenza del nostro patrimonio, e abbiamo voluto cominciare con l’arte e l’architettura arabo-normanna. Si tratta di un periodo storico di grande importanza, specialmente se pensiamo a quanto ha saputo proiettare nel corso dei secoli fino ai giorni nostri”.

Durante il suo intervento, il professor Valentini ha posto particolare attenzione sugli innumerevoli esempi di architettura islamica presente a Palermo e a Monreale: Maredolce, Uscibene, La Cuba, San Giovanni degli Eremiti, il Castellaccio e tanti altri, tutti esempi di architettura islamica che caratterizzano il nostro territorio.

L’elemento principale dell’area in cui si insediarono gli islamici era l’acqua, di cui Palermo e Monreale erano ricchissime: basti pensare ai tre fiumi che anticamente attraversavamo Palermo, il Kemonia, il Papireto e l’Oreto, che tutt’ora resiste seppur con una portata modesta. E proprio l’acqua rappresentava una delle principali caratteristiche dell’architettura islamica, infatti fontane, piscine e complessi sistemi di irrigazione erano tipici degli edifici e dei giardini di quell’epoca.

La sala, gremita di studenti e non solo, ha ascoltato le parole dei professor Valentini e al termine è stato dato spazio a interventi e dubbi. La riscoperta del nostro passato è una chiave di lettura importante, soprattutto per le nuove generazioni, per comprendere gli eventi del presente.

Un dato interessante riportato dal relatore riguarda le dinamiche di ripopolamento che le popolazioni islamiche misero in atto in Sicilia al momento dell’occupazione dell’isola: furono invitati clan e famiglie da tutti i regni di religione islamica, dal Marocco alla Cina, affinché si stanziassero in Sicilia; in cambio avrebbero ricevuto terre da coltivare e proprietà. Questo punto dovrebbe far riflettere sulla ricchezza del nostro patrimonio, proveniente da ogni parte del mondo e che ha trovato in quest’isola terreno fertile.

1 Commento
  1. Anna Capra scrive

    Mi corre l’obbligo di precisare, per motivi di correttezzs, che la conferenza “Dal Marocco alla Cina” è da intendersi “Dalla PERSIA AL MAROCCO”.
    Grazie

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