Confisca dei beni della famiglia di Riina, presente anche una villa a Mazara del Vallo

Nel mirino era finita anche l’azienda agricola Santuario Maria SS. del Rosario di Tagliavia, a Monreale, a cui era stata applicata l’amministrazione giudiziaria, ma è stata successivamente sanata

Corleone, 24 marzo 2019 – Si allunga la lista dei beni confiscati agli eredi di Totò Riina, l’ex capo di Cosa nostra deceduto il 17 novembre 2017. Come detto ieri in un altro articolo, si tratta di capitali sociali relativi alle partecipazioni di Antonio Ciaravello, genero di Riina, ad alcune imprese site in Puglia, ma non solo: a questi si aggiunge una villa di cinque vani a Mazara del Vallo, fittiziamente intestata a Vito Calandrino.

Causa dell’inizio delle indagini era l’evidente sproporzione tra le entrate e le uscite a carico della famiglia Riina: Ninetta Bagarella nell’arco di 6 anni avrebbe emesso assegni pari a un totale di 42.000 €, dichiarando però ufficialmente redditi pari a zero. Secondo i carabinieri questi fondi arrivavano da risorse finanziarie illecite accumulate negli anni da Totò Riina. Acquistata dal boss tramite prestanome, poi passata al fratello Gaetano Riina, la villa di Mazara del Vallo è stata in seguito al centro di un contenzioso poiché Ninetta Bagarella ne rivendicava la proprietà.

Il patrimonio è stato individuato nel corso delle indagini antimafia, e nel mirino era finita anche l’azienda agricola Santuario Maria SS. del Rosario di Tagliavia, a Monreale, a cui era stata applicata l’amministrazione giudiziaria. Riina avrebbe controllato l’azienda attraverso l’aiuto dell’autista Vincenzo Di Marco e, successivamente, del figlio Francesco. L’azienda, che si trova nei terreni della diocesi di Monreale, è poi stata sanata.

Come già detto nel precedente articolo, il patrimonio totale ammonterebbe a circa un milione e mezzo di euro, ma lo stesso Riina, durante la sua detenzione, dichiarò più volte che la maggior parte dei suoi beni erano ancora nascosti.

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