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Cronaca

Operazione Artemisia, pensioni in cambio di voti. Francesco Cascio tra gli arrestati. Avviso di garanzia per l’assessore Roberto Lagalla

27 persone sono state arrestate. In manette politici ed esponenti delle istituzioni

Pubblicato il 21 marzo 2019

Operazione Artemisia, pensioni in cambio di voti. Francesco Cascio tra gli arrestati. Avviso di garanzia per l’assessore Roberto Lagalla

Palermo, 21 marzo 2019 – I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Trapani hanno tratto in arresto, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere e agli arresti domiciliari, emessa dal Giudice delle Indagini Preliminari del Tribunale di Trapani, su richiesta di questa Procura, 27 persone, poiché ritenute responsabili, a vario titolo, di corruzione, concussione, traffico di influenze illecite, peculato, truffa aggravata, falsità materiale, falsità ideologica, rivelazione ed utilizzazione del segreto d’ufficio, favoreggiamento personale, abuso d’ufficio ed associazione a delinquere secreta finalizzata ad interferire con la pubblica amministrazione (violazione della c.d. legge Anselmi).

Oltre i reati sono stati notificati anche 5 obblighi di dimora e una misura interdittiva della sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio, nonché notificate altre 4 informazioni di garanzia ad altrettanti indagati.

Le indagini dei Carabinieri, coordinati dalla Procura di Trapani, sono iniziate nel 2015 e hanno avuto come fulcro Lo Sciuto Giovanni, ex Deputato Regionale, in carica fino al 2017, a carico del quale sono emersi gravi indizi di reità in ordine alla commissione di numerosi reati contro la P.A. il cui fine ultimo era costantemente quello di ampliare la sua base elettorale in vista delle varie elezioni e di conseguenza il proprio potere politico.

Le indagini permettevano di accertare che Lo Sciuto creava uno stabile accordo corruttivo con Orlando Rosario – già responsabile del Centro Medico Legale dell’INPS, fino al maggio 2016, poi collaboratore esterno dello steso ente quale “medico rappresentante di categoria in seno alle commissioni invalidità civili”- che riusciva a corrompere, attraverso regalie ed altre utilità, nonché la sua intercessione con l’ex Rettore Roberto Lagalla, oggi assessore regionale all’Istruzione e destinatario di informazione di garanzia, per l’aggiudicazione di una borsa di studio a favore della figlia presso l’università di Palermo. Da Orlando l’ex deputato regionale otteneva la concessione di numerose pensioni di invalidità, anche in assenza dei presupposti previsti dalla legge.

Ogni pensione di invalidità fatta concedere, in forza del consolidato accordo corruttivo, rappresentava per l’ex onorevole regionale un cospicuo pacchetto di voti certi.

Circa 70 sono i casi di pensioni di invalidità, attualmente al vaglio degli inquirenti, concesse a cittadini sponsorizzati da Lo Sciuto. 

L’ex deputato regionale godeva inoltre del rapporto privilegiato con il presidente dell’ente di formazione professionale “A.N.F.E.” (Associazione Nazionale Famiglie Emigrati), Paolo Genco anch’egli tratto in arresto,con il quale creava uno stabile accordo corruttivo. Genco infatti gli garantiva sostegno economico e raccolta di voti per le sue candidature, così da rafforzare la sua posizione politica, nonché il suo consenso popolare, strettamente connesso alle assunzioni presso l’ANFE. Lo Sciuto riusciva infatti ad ottenere assunzioni per persone da lui segnalate oltre che appoggio elettorale, anche finanziario. In cambio intercedeva al fine di agevolare la concessione dei finanziamenti a favore dell’ente. Inoltre in qualità di deputato regionale e membro della commissione cultura, lavoro e formazione si prodigava per l’approvazione di delibere e progetti di leggi regionali a favore dell’ANFE.

La complessiva attività di indagine ha dimostrato ancora l’esistenza di una associazione a delinquere promossa ed capeggiata dal Lo Sciuto Giovanni con la collaborazione, nel settore organizzativo, del massone Berlino Giuseppe, associazione che, con certezza indiziaria, vede tra i suoi membri ad esempio l’ex Sindaco di Castelvetrano Errante Felice Jr., l’ex Vice Sindaco di Castelvetrano Chiofalo Vincenzo ed il commercialista massone Magro Gaspare. Caratteristica precipua di tale associazione è che gli scopi della stessa non si limitavano alla esecuzione di una serie indeterminata di delitti ispirati da un medesimo disegno criminoso, ma ha avuto ad oggetto anche il condizionamento e l’asservimento dell’attività di organi costituzionali e di articolazioni territoriali della pubblica amministrazione alle finalità segrete del consesso criminoso.

Tali finalità venivano, in particolare, perseguite con modalità che garantivano la segretezza degli scopi associativi e della reale composizione del sodalizio, anche e soprattutto grazie al ruolo di appartenenti alle istituzioni.

La complessiva attività dell’associazione si esplicava, in particolare, nella conclusione di accordi collusivi con esponenti di rilievo del mondo politico, delle forze dell’ordine, delle istituzioni e degli enti di governo del territorio, del comparto sanità e dell’imprenditoria, nell’infiltrazione nei predetti centri di potere di membri dell’associazione segreta o comunque di soggetti etero diretti dagli associati in modo da strumentalizzarne l’azione al perseguimento delle finalità del sodalizio stesso ed, infine, infiltrando appartenenti al sodalizio criminoso o altri soggetti legati al Lo Sciuto da vincoli di fedeltà all’interno delle logge massoniche e sfruttando a fini elettorali l’appoggio delle logge, appoggio che veniva ricambiato con il sostegno da parte del Lo Sciuto alle richieste di nomina, segnalazioni e raccomandazioni provenienti da affiliati alla massoneria – come avvenuto nella scelta fatta dall’ex Sindaco Errante di nominare, su indicazione del Lo Sciuto, 4 nuovi assessori iscritti a logge massoniche.

Tutte le condotte ideate e poste in essere dal Lo Sciuto e dai suoi sodali erano finalizzate all’ampliamento sempre maggiore del potere di influenza del consesso criminoso nei settori nevralgici della politica, della pubblica amministrazione e della sanità; giungendo, come nel caso del Comune di Castelvetrano ad un controllo generalizzato e penetrante delle scelte politiche ed amministrative, al condizionamento delle scelte inerenti le nomine in enti pubblici o di interesse pubblico (come nel caso dell’IPAB Infranca e del Parco Archeologico di Selinunte e della nomina del Berlino  all’interno della segreteria dell’assessorato regionale), la predisposizione di bandi e l’assegnazione di finanziamenti regionali, all’assegnazione di pensioni di invalidità o indennità di accompagnamento ed all’assunzione in strutture pubbliche e privata (una fra tutte l’ANFE) di soggetti scelti dal Lo Sciuto sulla base di interessi clientelari, affaristici o personali.  

La macchina di potere gestita dal Lo Sciuto utilizzava tali modalità d’azione anche e soprattutto per condizionare le competizioni elettorali ed ottenere l’elezione dei componenti dell’associazione grazie all’enorme rete clientelare creata mediante la commissione dei reati fine dell’associazione a delinquere stessa (corruzioni, abusi di ufficio,truffe in danno dello Stato e falsi contro la fede pubblico).

In tale contesto di profondo condizionamento della corretta amministrazione della cosa pubblica, è estremamente sintomatico il caso del Comune di Castelvetrano in cui il Lo Sciuto ed i suoi sodali, dopo aver “governato” tramite il Sindaco ERRANTE ed il Vice Sindaco Chiofalo dal 2012 al 2017, raggiungevano un accordo con l’ex rivale politico Perricone Luciano, raggiunto da misura cautelare degli arresti domiciliari, finalizzato alla elezione del predetto alla carica di Sindaco in occasione delle elezioni del 2017 (non tenutesi in considerazione del sopravvenuto commissariamento del Comune)

Preme osservare che non viene contestata, dal Giudice delle Indagini Preliminari, l’appartenenza alla massoneria in quanto tale. Non viene addebitata infatti alcuna responsabilità al maestro venerabile della Loggia al cui interno si annidava l’associazione segreta, in quanto è emerso chiaramente come il “gruppo occulto”,facente capo a Lo Sciuto, prendesse le decisioni a prescindere dalle direttive della loggia palese e si avvalesse degli aiuti degli appartenenti occulti più che di quelli palesi in caso di bisogno.

L’indagine ha infine portato alla luce diversi episodi di violazione del segreto istruttorio e favoreggiamento nei confronti di Lo Sciuto da parte di appartenenti alle Forze dell’Ordine e di esponenti politici regionali quali l’ex deputato regionale Francesco Cascio, tratto anch’egli in arresto.

Nell’operazione Artemisia in carcere sono finiti: Giovanni Lo Sciuto, di Castelvetrano, 55 anni, Paolo Genco, 64 anni, di Salemi, Gaspare Magro, 54 anni, di Caltagirone, Giuseppe Angileri, di Marsala, 62 anni, Isidoro Calcara, Castelvetrano, 55 anni, Salvatore Passanante, Castelvetrano, 59 anni, Salvatore Virgilio, Erice, 48 anni, Salvatore Giacobbe, Castelvetrano, 48 anni, Rosario Orlando, Alcamo, 67 anni, Giuseppe Berlino, Castelvetrano, 41 anni. Ai domiciliari, Maria Luisa Mortillaro, 63 anni, Marsala, Vincenzo Giammarinaro, Castelvetrano 60 anni, Francesco Cascio, 55 anni, Palermo, Adelina Barba, San Biagio Platani, 48 anni, Sebastiano Genna, Marsala 68 anni, Giovanna Ivana di Liberto, 32 anni, Alcamo, Giuseppe Cammareri, Marsala, 53 anni, Vincenza Daniela Lentini, Marsala 52 anni, Gaetano Salerno, Castelvetrano, 42 anni, Antonio Di Giorgio, 45 anni, Palermo, Alessio Cammisa, 43 anni, Palermo, Antonietta Barresi, Castelvetrano, 56 anni, Francesco Messina Denaro, Castelvetrano, 58 anni, Vincenzo Chiofalo, Castelvetrano, 64 anni, Tommaso Geraci, Castelvetrano, 64 anni, Felice Junior Errante, Latisana, 44 anni. Luciano Perricone, Trapani, 63 anni. Obbligo di dimora per Valentina Li Causi, Castelvetrano, 32 anni, Filippo Daniele Clemente, Castelvetrano, 32 anni, Arturo Corso, Salemi, 61 anni, Gaetano Bacchi, Santa Ninfa, 88 anni, Maria Zina Biondo, Sadusky (Usa), 48 anni. Misura interdittiva Giorgio Saluto, Trapani, 61 anni.

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