Sandro Russo licenziato dal CAF della CGIL. Aveva spiegato come è possibile eludere i paletti del reddito di cittadinanza

Il Dipendente del CAF della CGIL era finito sotto i riflettori per il servizio di “Non è l’Arena” di Giletti. Ha dichiarato sempre di essere stato raggirato dal giornalista in incognito

Monreale, 18 marzo 2019 – Si è conclusa con il licenziamento di Sandro Russo la vicenda che ha investito il CAF della CGIL di Palermo.

La decisione è stata assunta dal centro servizi del sindacato che gestisce i Centri di Assistenza Fiscale, dopo l’avvio dell’indagine interna sul comportamento assunto dal proprio dipendente.

Un provvedimento preso già da alcune settimane, che non era trapelato, e di cui siamo venuti a conoscenza solamente oggi.

La notizia confermata da Giuseppe La Loggia, responsabile della società di servizi che gestisce il CAF.

Sandro Russo era finito sotto i riflettori dei media nazionali in seguito al servizio mandato in onda domenica 27 gennaio dalla trasmissione “Non è l’Arena” di Massimo Giletti.

“Sono stato raggirato dal giornalista di La7 che venerdì si era presentato come compagno della CGIL, mandato da un dirigente. Mi ha chiesto, alla luce dei noti fatti di cronaca riportati, di casi di gente che cerca di raggirare la legge, se vi fossero realmente delle falle nella nuova norma. Gli ho quindi spiegato come era possibile eluderla. Per me era un collega che chiedeva informazioni, non un cittadino che mi chiedeva come fare il furbo per eludere la legge ed intascare il reddito”.

Secondo le ricostruzioni del programma di La7, il dipendente del CAF di via Salita Partanna, nella zona di piazza Marina, a Palermo, ripreso dalla telecamera nascosta di un giornalista inviato da Giletti, avrebbe spiegato al suo interlocutore come fare per ottenere, lui e la moglie, il reddito di cittadinanza (VEDI ARTICOLO).

Tra cambi di residenza e false separazioni, a pochi giorni dall'approvazione di una delle manovre centrali di governo, sono entrati già in azione i furbetti del reddito di cittadinanza. Per il resto del servizio seguiteci questa sera, alle 20.30 su La7

Tra cambi di residenza e false separazioni, a pochi giorni dall'approvazione di una delle manovre centrali di governo, sono entrati già in azione i furbetti del reddito di cittadinanza. Non è L'Arena vi aspetta questa sera, alle 20.30 su La7

Publiée par Non è l'Arena sur Dimanche 27 janvier 2019

 

In studio, durante la trasmissione, era presente il Ministro del Lavoro Luigi Di Maio, che aveva annunciato che avrebbe mandato un’ispezione della Guardia di Finanza per valutare se fosse stato commesso un reato da parte del dipendente del CAF.

La CGIL aveva subito preso una posizione.

“Comportamenti personali contrari ai valori della Cgil – dichiaravano i segretari generali di Cgil Sicilia e Cgil Palermo Michele Pagliaro e Enzo Campo – e alle modalità operative che fanno dei nostri servizi ai cittadini dei servizi di eccellenza, non possono e non saranno tollerati soprattutto quando questi vanno contro la legge”.

La CGIL aveva così subito sospeso il dipendente dal servizio. “Una sospensione cautelativa – spiegava ai nostri microfoni Enzo Campo -, in modo da fornirgli il tempo necessario per presentare le controdeduzioni, così come previsto in caso di infrazioni”.

Russo aveva sempre sostenuto la tesi di essere stato raggirato. “Ho sempre lavorato alla luce del sole, come è sempre stata mia abitudine. A Monreale i cittadini me lo riconoscono. Sanno che io lavoro per affermare i loro diritti e non per eludere la legge”. “Sto valutando con i miei legali – aveva dichiarato in seguito al servizio – di sporgere querela per diffamazione nei confronti di La7 e del giornalista”. 

“La società che gestisce i servizi di Centri di Assistenza Fiscale ha deciso di applicare la sanzione massima al dipendente, in seguito al procedimento istruito così come previsto dalla normativa contrattuale” – spiega Michele Pagliaro, segretario generale della CGIL Sicilia.

Non è escluso che Russo possa impugnare il provvedimento a suo carico. Abbiamo cercato di contattarlo per una replica, ma non ha risposto. Rimaniamo comunque sempre disponibili ad accogliere una sua dichiarazione.

Sandro Russo è di Monreale, città nella quale riveste anche il ruolo di consigliere comunale del Partito Democratico. In occasione delle prossime amministrative del 28 aprile è candidato al consiglio comunale, nella lista “Obiettivo Futuro” che sostiene il candidato sindaco Alberto Arcidiacono.

2 Commenti
  1. MIchele Albano scrive

    Mah, io direi che il ministro Di Maio, avrebbe dovuto ringraziare Russo perché aveva scoperto una “falla” nel provvedimento che era stato isto e rivisto da grossi dirigenti e funzionari ministeriali. Si ringraziano così le persone che lavorano “col cervello”?

  2. MIchele Albano scrive

    Al mio precedente commento aggiungo che il Ministro avrebbe dovuto inviare l’ispezione della finanza al suo Ufficio di Gabinetto per verificare il motivo per cui quel provvedimento era stato redatto, creando una “falla” per i furbetti. In Italia, come in tutto il mondo, vale sempre il famoso detto: “FATTA LA LEGGE, TROVATO L’INGANNO”. Dobbiamo congratularci col nostro cittadino che ha “scovato” la falla, segno che ne sa più ed è più in gamba dei Capi di Gabinetto ministeriali.

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