Inchiesta voto di scambio. Caputo resta candidato sindaco di Monreale: “Chiederò di essere interrogato”

“Per il rispetto che ho verso la Giustizia non posso pensare che una decisione di impegno politico e istituzionale per la mia città di Monreale possa essere condizionato dal punto di vista giudiziario”

Riceviamo e pubblichiamo

Sig. Direttore,

Le chiedo con la consueta cortesia di permettermi di esprimere il mio pensiero in un momento particolare della mia vita personale e politica.

In questi giorni le cronache anche locali hanno dato il doveroso risalto alla vicenda giudiziaria che mi vede coinvolto e per fatti che risalgono al 2017 relativi alle elezioni comunali a Termini Imerese e per minima parte per le elezioni regionali dello stesso anno. Sono stato sottoposto agli arresti domiciliari per una vicenda unica in Italia unitamente a mio fratello Mario. Il Tribunale per il Riesame di Palermo ha annullato la misura cautelare per assoluta mancanza di gravi indizi e per la assenza di esigenze cautelari. Avverso tale provvedimento il Pubblico ministero ricorre in Cassazione. Anche tale ricorso viene respinto. E ancora ad oggi non sono state depositate le motivazioni. Per il rispetto della verità e per chiarire la mia posizione ho reso ampie dichiarazioni a sostegno della mia estraneità.

Adesso apprendo di una richiesta di conclusione delle indagini e addirittura di una richiesta di nuovi arresti domiciliari (solo per me), richiesta rigettata dal Giudice per le Indagini preliminari per l’assoluta mancanza di esigenze cautelari.

Ho grande, enorme rispetto per la Magistratura, da uomo e da avvocato. Ma non posso fare a meno di considerare alle luce dei fatti e degli eventi che tali richieste coincidono temporalmente con la mia decisione di candidarmi a Sindaco di Monreale. Molti amici e colleghi mi avevano invitato a riflettere. Ma per il rispetto che ho verso la Giustizia non posso pensare che una decisione di impegno politico e istituzionale per la mia città di Monreale possa essere condizionato dal punto di vista giudiziario.

Sono un cittadino che gode dei diritti politici e costituzionali e che ha deciso di esercitare il diritto costituzionale di candidarsi per dare un contributo al miglioramento delle condizioni di vita della nostra Monreale. E anche se consapevole dei rischi ho accettato l’invito di centinaia di concittadini che mi hanno onorato con la loro fiducia.

Adesso chiederò di essere nuovamente interrogato per chiarire ulteriormente la mia estraneità ai fatti contestati. Ma sentivo il dovere di assicurare ai miei concittadini che sono pronto a continuare in questo mio impegno con coraggio e maggiore determinazione consapevole della linearità della mia condotta e di una richiesta di archiviazione alla fine di questa vicenda. Ma credo nel rispetto della Costituzione che a un cittadino non possa essere vietato di impegnarsi per la propria Città.

La Magistratura ha un ruolo che merita ed impone rispetto, ma anche la politica merita attenzione e rispetto se esercitata alla luce del sole. Senza condizionamenti. E il provvedimento del Giudice per le indagini preliminari conferisce un ulteriore elemento di chiarezza.

Lo dovevo per amore e rispetto verso la Città di Monreale alla quale in termini di impegno politico ed istituzionale ho dato i migliori anni della mia vita. Con Amore e Passione. 

Salvino Caputo

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