Operazione Atena, 32 arresti a Palermo. Tornano in auge spaccio ed estorsione

Di Stasio: “La nuova commissione voleva ritornare forte e si stava dedicando alle vere attività delinquenziali per rimpinguare le casse di cosa nostra”

Palermo, 12 marzo 2019 – Sono stati arrestati questa mattina 32 indagati, responsabili a vario titolo di associazione per delinquere di stampo mafioso, concorso esterno in associazione mafiosa, estorsioni aggravate dal metodo mafioso, favoreggiamento reale aggravato, trasferimento fraudolento di valori, sleale concorrenza aggravata dalle finalità mafiose, spaccio di sostanze stupefacenti e detenzione illecita di armi.

L’operazione Atena, come tutte le risultanze investigative del caso, è uno spin off di quelle che erano state condotte dall’Arma dei Carabinieri quando fu eseguito il fermo di indiziato di delitto che portò all’arresto del capo della nuova commissione provinciale dei capi mandamento di altre compagini di cosa nostra, molto importanti a Palermo: il mandamento di Belmonte Mezzagno, quello di Porta Nuova, che insieme alla famiglia di Borgo Vecchio  e di Palermo centro costituivano il cuore del mandamento della città.

Colonnello Antonio Di Stasio

“I titoli di reato sono molto importanti – ha dichiarato il Colonnello Antonio Di Stasio -, si parla di associazione per delinquere di stampo mafioso. Le altre due attività condotte dal mandamento di Porta Nuova erano quelle storiche: il traffico di sostanze stupefacenti e l’estorsione. Viene colpito uno dei 15 mandamenti più importanti, di cui 8 in città e 7 in Provincia. La nuova commissione voleva ritornare forte e si stava dedicando alle vere attività delinquenziali per rimpinguare le casse di cosa nostra e per sostenere le famiglie di chi è già in carcere”.

“L’attività colpisce tutti gli spacciatori e scopre gli autori di 5 estorsioni fatte ai danni di imprenditori e commercianti. Colpisce anche due attività imprenditoriali, una dedita al turismo e l’altra è una nota trattoria in zona Vucciria. Lo spaccio continua ad essere un’importante fonte di reddito, seguita solo dalle estorsioni. E la domanda non diminuisce, ma anzi aumenta e interessa fasce facoltose e di un certo livello culturale”.

Sono stati individuati circa 200 possibili acquirenti, che saranno tutti segnalati alla Prefettura. Le modalità di acquisto sono diverse a seconda dell’acquirente e dello spacciatore, ma l’operazione ha fatto emergere un certo fermento e un desiderio spasmodico di rimpinguare le casse di cosa nostra. L’obbiettivo, come sottolinea Di Stasio, è quello di ricostruire canali di approvvigionamento autonomo, mentre attualmente l’organizzazione mafiosa si trova costretta a ricorrere al mercato calabrese o campano.

“È stata sequestrata una grossa quantità di denaro in contante che era nella disponibilità di uno dei 32 colpiti dalla misura. Questo denota un grosso flusso di denaro, caratteristica principale dell’attività di spaccio”.

Si è registrata una certa collaborazione da parte dei commercianti danneggiati, ma tale collaborazione diventava più forte solo al momento dell’interrogatorio che avveniva quando già la polizia acquisiva intercettazioni e video. “Ci tengo a precisare una cosa – conclude Di Stasio -, chi non ha l’uniforme può essere vittima di una forma di paura giustificabile, è pertanto importante che l’Arma dei Carabinieri dia delle risposte puntuali e trasmetta quel senso di affidabilità ai cittadini”.

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